Sono giorni difficili per due musicisti, o ex tali, più o meno conosciuti al grande pubblico. Ciclicamente, come un riff ossessivo che torna a martellare, emergono accuse terribili di atti ignobili. E, al contempo, è giusto provare a capirci di più, o come in altri casi dare il tempo agli accusati di difendersi, se non altro in maniera chiara e netta. Perché con la musica non si giustifica, ma nemmeno fare un patibolo preventivo.
Nelle scorse ore, però, è arrivata una sentenza che lascia poco spazio a interpretazioni: Ross Davidson, ex membro degli Spandau Ballet, è stato condannato a 14 anni per stupro e aggressioni sessuali. I fatti risalgono al 2015 e coinvolgono diverse donne. Qui non c’è molto da eccepire. La giustizia ha fatto il suo corso, e Davidson, che da tempo non faceva più parte del clan new romantic, dovrà scontare una pena pesante. Un crollo silenzioso, lontano dai riflettori, ma non per questo meno agghiacciante.
Molto più rumorosa, invece, l’altra notizia. Quella che riguarda Steven Tyler, il serpente piumato degli Aerosmith, il rocker che del sesso ha fatto un’arma, un’ossessione, una bandiera. Da poche ore si è saputo che la maggior parte delle accuse di abuso su minore presentate contro di lui sono state dismissed (archiviate) dal giudice. Motivo? Il tempo è scaduto. Lo statuto delle limitazioni, negli Stati Uniti, è una lama a doppio taglio.
A fare causa era Julia Misley (un tempo Julia Holcomb), che accusava Tyler di averla “groomata” e manipolata quando era ancora un’adolescente, negli anni ’70. Lui, nella sua autobiografia, l’aveva definita la sua “teen bride”, la sua sposa bambina. Lei racconta di un rapporto iniziato a 16 anni, con Tyler che addirittura ottenne la tutela legale dai genitori di lei per poterla portare in tour. Una storia di abuso di potere, sostanze, controllo e un aborto forzato che lei stessa ha raccontato in un memoir del 2011.
Il tribunale di Los Angeles, però, ha stabilito che quasi tutto ciò che è accaduto in Massachusetts (dove i due hanno vissuto per tre anni) è ormai prescritto. Troppi anni sono passati: oltre 35 dai presunti abusi, ben oltre i 7 anni previsti dalla legge. È stata invece accolta una sola accusa, relativa a un rapporto avuto in California durante un breve viaggio. Lì, grazie al Child Victims Act del 2020, non c’è prescrizione per certi reati. E l’età del consenso in California, all’epoca, era 18 anni.
L’avvocato di Tyler non ha nascosto la soddisfazione: “Una vittoria enorme. Il 99,9% delle accuse è stato respinto con pregiudizio. Resta solo una notte, più di 50 anni fa, su una relazione di tre anni.”
Parole che suonano come un riff distorto, vincente in aula ma moralmente ambiguo. Perché se è vero che la legge va rispettata, è altrettanto vero che il tempo non cancella il peso di certe dinamiche: un uomo di 26 anni, una ragazza di 16, la tutela legale, il sesso attraversando i confini degli Stati. Allora, forse, la vera domanda non è solo “quando è scaduto il reato?”, ma “perché abbiamo impiegato così tanto a volerlo capire?”.
Nel frattempo, Tyler si prepara al processo per l’unico capo d’accusa rimasto, fissato per il 31 agosto. E il rock, ancora una volta, si trova a fare i conti con i suoi mostri. Quelli sul palco, e quelli fuori.
Ma ci sono altri casi che in questi mesi ed anni sono saliti alla ribalta:
Caso D4vd (David Anthony Burke): il cantante statunitense D4vd, 21 anni, noto per i successi virali su TikTok come Romantic Homicide, è al centro di un caso agghiacciante . Le accuse vanno ben oltre l’abuso sessuale: i procuratori di Los Angeles hanno presentato sette capi d’accusa, tra cui omicidio di primo grado, abuso sessuale continuativo su minore e mutilazione di cadavere
Caso Avaion: l’acclamato DJ e produttore tedesco, celebre per il brano Pieces, è stato accusato dalla ex partner (con cui è stato dal 2021 al 2025) di ripetuti stupri, abusi fisici ed emotivi, manipolazione, stalking e sfruttamento . La donna ha pubblicato sui social una lunga dichiarazione e un video di oltre un’ora che, sostiene, contiene oltre 800 prove tra messaggi, documenti e testimonianze. Ha anche rivelato di aver programmato tentativi di suicidio a causa della situazione.
Caso L.A. Reid: il noto produttore e discografico (scopritore di artisti come Usher, Pink e Mariah Carey) è stato citato in giudizio da Drew Dixon, ex dirigente della Arista Records. Dixon lo accusa di averla aggredita sessualmente più volte nel 2001, quando lui era il suo capo.
Caso Garth Brooks: sa superstar della musica country è accusata di stupro e molestie sessuali da una sua ex dipendente (identificata come Jane Roe), che lavorava per lui come parrucchiera . La donna sostiene che Brooks l’avrebbe violentata in una stanza d’albergo a Los Angeles durante un viaggio di lavoro nel 2019, tenendola “capovolta per le caviglie” mentre lei era impotente, e che in altre occasioni si sarebbe esposto nudo davanti a lei costringendola a toccarlo

































