Del 2019 l’ottimo singolo “Magic of Meghan” e i due promettenti (e belli) EP “Sweet Princess” (che conterrà anche “Magic of Megan”) e “Boundary Road Snacks and Drinks”, lavori questi che restituivano un sostenuto post punk-indie rock con vocazione musicale anche sapientemente capace di non rinnegare la melodia e una voce più narrante e recitante che “cantante”; così si presentavano i Dry Cleaning (Tom Dowse – chitarra; Florence Shaw – voce; Nick Buxton – batteria; Lewis Maynard – basso): con tutti i migliori “auspici”.
Nel 2021 la pubblicazione di “New Long Leg”, LP d’esordio che confermava quanto di ottimo i singoli e gli EP avevano sino ad allora anticipato. La solida e “robotica” sessione ritmica sosteneva una mobile e creativa chitarra… il tutto era esatto ambiente sonoro su cui lo spoken della voce si imponeva con austero timbro. L’elettronica (come in “Leafy”) e le “allucinazioni” (come in “Every Day Carry”) restavano discrete (offrendo ora nuances new wave, ora visioni “sperimentali”), richiamando, in uno con la voce, alla memoria Laurie Anderson; comparivano poi anche accenni di line vocali come “More Big Birds”.
Il tempo del singolo “Bug Eggs”/“Tony Speaks!” (del 2021), e il 2022 vedeva la pubblicazione del secondo LP “Stumpwork”, altro lavoro di pregio che mostrava, rispetto al passato, una maggiore morbidezza, con i Dry Cleaning che viravano verso un art rock (“Anna Calls from the Arctic”, “Hot Penny Day”, “Stumpwork”…), mantenendo salda la barra tra correnti indie (“Gary Ashby”, “No Decent Shoes for Rain”, “Don’t Press Me”….).
Il 2023 era invece l’anno del singolo “Swampy”/“Sombre Two” (che poi diverrà un EP con remix e demo), con una strumentale “Sombre Two”.
- “Secret Love”
Con “Secret Love” (4AD) i Dry Cleaning hanno inaugurato il 2026 proseguendo nel solco tracciato da “Stumpwork”, aggiungendo cura ai dettagli e agli arrangiamenti.
Messo il vinile sul piatto, il viaggio inizia lambendo lidi art rock, come testimonia da subito la riuscitissima “Hit My Head All Day”, con i suoi richiami ai confini tra il synth pop e l’alt pop.
Se con “Cruise Ship Designer” si resta ancorati a “memorie” post punk, “My Soul/Half Pint” evoca “ricordi” indie rock.
“Secret Love (Concealed in a Drawing of a Boy)” apre la voce al canto e al formato canzone, dimostrando l’abilità dei Dry Cleaning nel “riuscire” a codificare differenti linguaggi musicali.
“Let Me Grow and You’ll See the Fruit” è spoken su tessiture pastorali che chiude un ottimo side A.
Girato il vinile, una chitarra tagliente si contrappone al gusto retrò e alla ritmica di “Blood”, brano multiforme e d’immediata presa.
Se “Evil Evil Idiot” è notturna, sperimentale e aspra, “Rocks” picchia in testa somministrando dosi di paranoia prima che “The Cute Things” riporti l’ascolto su territori più “orecchiabili”.
“I Need You” assume forma di marcia “grassa” e si contrappone alla più sfilante “Joy”, brano che ripropone nuovamente, tra le pieghe, una sorta di formato prossimo alla “canzone” in veste indie rock e che va a chiudere un lavoro di ottima fattura…
Sebbene “Secret Love” sia ad oggi il dico meglio “confezionato” con cui i Dry Cleaning hanno “affinano” e “raffinano” la loro bella fusione di musica e spoken , resto personalmente più legato e “affine” ai loro esordi (i due EP su tutti) e alla loro meno “pulita” idea di musica.
Un’ultima precisazione: sul sito della 4AD consultato il 12.1.26 (https://shopusa.4ad.com/pages/artists/dry-cleaning) viene fatto un calzante accostamento con Florence Shaw e Laurie Anderson e Sue Tompkins “in a lineage of spoken-word artists stretching from Laurie Anderson to Life Without Buildings’ Sue Tompkins”.
https://drycleaningband.com/
https://www.facebook.com/drycleaningband/
https://www.instagram.com/drycleaningband

































