Dopo sei anni di silenzio discografico, un’eternità per il panorama musicale che cambia pelle in un attimo, Holy Fuck sono pronti a riaccendere i motori. La band pioniera del dance-rock strumentale annuncia l’uscita del sesto capitolo della loro storia: “Event Beat”, in arrivo il 27 marzo per l’etichetta Satellite Services. Non è solo un nuovo album; è la cronaca di un ritorno alle radici, di un gesto collettivo e quasi rituale.
L’album ha preso forma lontano dal rumore cittadino, nel ventre di un salone di villaggio nella remota Nuova Scozia. Qui, nel 2022, i membri della band, solitamente dispersi per il mondo, si sono ritrovati per vivere e creare in simbiotico isolamento. Il risultato? Un lavoro che cattura l’energia grezza e immediata del loro celebre live, ma con una nuova, potente focalizzazione. Per la prima volta dopo diversi album, nessuna voce ospite “interferisce” nei brani: è il suono puro degli Holy Fuck, una macchina ritmica ipnotica che respira e suona all’unisono.
Brian Borcherdt, parlando dell’atmosfera di “Event Beat”, dipinge un quadro di forza primordiale: l’album corre “verso qualcosa che è oltre il controllo personale, in balia di un sistema più grande o di una volontà non detta”. È musica che sembra obbedire a leggi naturali, a impulsi elettronici organici.
Ad aprire le danze è il singolo “Evie”, un perfetto assaggio di questa direzione. Un groove dub-post-punk funky che si dipana con precisione chirurgica e vitalità contagiosa, catturato nel video (diretto da Colin Medley) in una take live in studio, a ribadire l’essenza più autentica della band.
Ma “Event Beat” non rimarrà confinato nelle casse dello studio. Gli Holy Fuck annunciano un tour mondiale per portare la nuova energia direttamente sul palco. La primavera li vedrà in Nord America, affiancati nella prima parte dai MEMORIALS (progetto di Verity Susman degli Electrelane) e successivamente dall’eclettico cantautore e snowboarder Gus Englehorn. L’autunno sarà invece dedicato a Regno Unito ed Europa.
Per i fan della costa est americana, appuntamento imperdibile all’Elsewhere Zone One di New York il 14 aprile (con data aggiuntiva al Tubby’s di Kingston il 10 aprile), entrambe con Gus Englehorn ad aprire le serate.
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