I Grammy Awards 2026, celebrati ieri sera alla Crypto.com Arena di Los Angeles, hanno scritto una pagina di storia per una leggenda del rock: The Cure. Per la prima volta nella loro carriera quasi cinquantennale, la band guidata dall’iconico Robert Smith ha sollevato la prestigiosa statuetta.
Un riconoscimento arrivato a coronamento di un percorso influente ma sempre ai margini dei grandi premi mainstream. Nonostante una discografia fondamentale, tour epici e colonne sonore indimenticabili (da “Just Like Heaven” in “Guardiani della Galassia” a “Burn” in “Il Corvo”), il gruppo inglese era rimasto fino a ieri escluso dal palmarès dei Grammy.
La serata è esplosa quando è stato annunciato il loro nome per la categoria “Miglior Album Rock” con l’acclamato “Songs of a Lost World”, il primo album in studio dopo quindici anni. Un’ovazione commossa ha accolto Robert Smith, con la sua inconfondibile chioma e sigaro nero, salire sul palco.
“È una sorpresa… dopo tutto questo tempo”, ha dichiarato con la tipica autoironia, dedicando il premio a tutti i fan che hanno reso possibile “questa lunga, strana avventura”. Il trionfo è stato vissuto come un premio alla coerenza, all’influenza generazionale e al coraggio di essere sempre, autenticamente, sé stessi. I Grammy 2026 hanno finalmente sanato un’anomalia della storia della musica, rendendo giustizia a un gruppo che ha fatto della differenza la sua stessa ragione d’essere.
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