Lo scorso anno abbiamo salutato su queste pagine, con entusiasmo, LP omonimo “Orcutt Shelley Miller” di Bill Orcutt, Steve Shelley e Ethan Miller; e il mio pensiero è andato a quel disco dopo aver acoltato “Basic” dei Basic, avendo entrambi i lavori ossatura da “supertrio e spirito “avant-garde rock”.
- i Basic
Nel 2024, Chris Forsyth (chitarra), Nick Millevoi (chitarra baritona e drum machine), e Mikel Patrick Avery (percussioni ed elettronica), a firma Basic, davano alle stampe il buon “This Is BASIC” (da menzionare “For Stars Of The Air”, “Positive Halfway”, “Versatile Switch”, “New Auspicious”….), solido ibrido di rock-post rock e improvvisazione e che vedeva nel nome dei tre membri (soprattutto in Chris Forsyth) marchio di sicura esperienza e garanzia; non si può negare una certa “ammirazione” per Forsyth e per il suo approccio alla musica e per la sua chitarra. Recentemente riascotavo con piacere una sua versione live di “Dreaming In The Non-Dream” e alcuni altri suoi vinili tra cui “Solar Motel” e “The Rarity Of Experience”, “Dreaming In The Non-Dream” con la The Solar Motel Band.
Nel 2025, l’EP “Dream City” segnava l’ingresso nel gruppo, al bass VI, di un nome più che illustre per la scena post rock, Douglas McCombs (Tortoise, The For Carnation, Brokeback, Eleventh Dream Day…) in sostituzione di Nick Millevoi; “Dream City”, pur proseguendo nella miscellanea del suo predecessore, era meno convincente in ragione di una più marcata elettronica e di un’alternanza di momenti abrasivi (come l’interessante brano omonimo) con momenti “deboli”, più “leggeri”, “soleggiati” e prolissi (“Changes, Changing”, “Tension Envelope”).
Se “This Is BASIC” si concludeva con la bella “New Auspicious”, ora, nel 2026, i Basic, in formazione composta da Chris Forsyth (chitarra), Douglas McCombs (bass VI e chitarra) e Mikel Patrick Avery (percussioni, elettronica, sampler e drum machine) confermano ogni buon (nuovo) auspicio pubblicando il nuovo e riuscito LP “Basic” (No Quarter).
- “Basic”
Va subito detto che “Basic” (registrato il 9 e 10 settembre 2025) è probabilmente il lavoro che (fino ad ora) dimostra più equilibrio e un più saggio utilizzo dell’elettronica in bilanciamento con gli altri strumenti; “Basic”, infatti, mette meglio a fuoco le idee del buon disco d’esordio e si libera di quei colori “soleggiati” e “leggeri” del precedente EP, virando verse più destrutturate, frammentate e alienate ambientazioni. Va poi detto che la chitarra di Forsyth è più impegnata a tessere temi e trame che a liberarsi in lunghi assoli.
Messo il vinile sul piatto, un “beat” elettronico parte per essere poi affiancato da un ostinato di basso e da una delicata chitarra “folk”: ed è “Premonition”.
“Brutalist With Filigree” è caratterizzata da un gioco di bassi (è presente anche il contrabbasso di John Moran) e da un ritmo ossessivo a metà strada tra il tribale e il “rodeo”; il tutto è poi splendidamente dilaniato da un tagliente e ripetuto tema di chitarra distorta che si distende in divagazioni che rimarranno comunque contenute per tutto il disco.
“Loose Canon” ripete il canone fino a ora proposto, presentando ancora su un ritmo elettronico un giro di basso ostinato a cui si sovrappone una chitarra impegnata nel disegnare alienati e “inconclusi” temi.
Chiude il side A una “Pulse” in chiave kraut… per una formula che sebbene replichi se stessa tra batteria, basso e chitarra non stanca ma trascina l’ascolto con piacere.
Girato il vinile “Index of Memories” cambia registro; il suo arpeggio di chitarra folk si posa infatti su di un incedere meno “martellante” ed è sferzato da interventi di elettronica da flauti quasi “bucolici” e da un narrativo fraseggio di corde.
Se “It Ignites” torna a girare con un ritmo più incalzante, con il basso a reggere magnificamente il peso e con un’apertura da “refrain”, la lunga e conclusiva “Union Pool Melody” è dilatata, lenta e onirica… degno congedo per un disco bello e riuscito.
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