Dopo i più che promettenti ottimi singoli ed EP (penso a “Blind Spot” e “The Tinker” da “Knocknarea” del 2023), nel 2024 i Maruja (Harry Wilkinson: vocals, guitar; Joseph Carroll: saxophone; Jacob Hayes: drums; Matt Buonaccorsi: bass) pubblicano, in formato liquido e in autoproduzione, il bellissimo “The Vault” (costituito da registrazioni comprese tra il 2021 e il 2023).
– “The Vault”
“The Vault” ha in sé tutto ciò che di romantico possa contenere la musica, improvvisazione, estemporaneità e approccio lo-fi portato all’ennesima potenza.
Per chiarire le intenzioni, la forma e la sostanza di “The Valut”, sul sito https://marujaofficial.bandcamp.com/album/the-vault (consultato il 24.10.25) si legge ‘Every track we write is spawned from improvising together, a practice the 4 of us have obsessed over for the better part of a decade. Jamming is a place where we can completely let go and unleash our emotions sonically. A phone in the middle of the rehearsal room records every jam we do and we have finally decided to release The Vault. It is a collection of 6 of our favourite jams we recorded between 2021-2023, it is Maruja in our purest form’.
Basterebbe solo tale “dichiarazione” per definire le coordinate di un disco che è flusso di coscienza, che vive di jazz, rock, post rock, noise… e che sprofonda in un vortice che dilaga senza (apparente) soluzione di continuità per circa 86 minuti (esecuzioni che si spera che vengano un giorno pubblicate anche su formato solido).
Nell’ascoltarlo mi sono venute in mente le recenti pubblicazioni live dei Can, non solo per il comune spirito e “sound”, ma anche nella comune intesa di nascondere tra i solchi e tra le note idee di brani che poi diventeranno “formali” registrazioni in “studio”.
- “Connla’s Well” e “Tír na nÓg”
Del 2024 e del 2025 sono rispettivamente i bellissimi EPs “Connla’s Well” e “Tír na nÓg”.
Se in “Connla’s Well” inizia ad emergere un cantato sempre più incline a soluzioni anche “rap” e da punk contemporaneo in odore di crossover (“The Invisible Man”, “Zeitgeist”, “One Hand Behind The Devil”), mostrando anche aperture verso un jazz d’ambiente (“Resisting Resistance”), “Tír na nÓg” si rivela più vicino a “The Vault” con la sua lunga improvvisazione in studio.
- “Pain To Power”
Ora, nel 2025, la pubblicazione del primo LP “Pain To Power” (Music For Nations) che, con viscerale e brutale forza, fonde le abrasioni di “Connla’s Well” con le atmosfere jazz/rock di “Tír na nÓg” per un risultato deflagrante come dimostra da subito il “crossover” di “Bloodsport”.
Pregevole è “Look Down On Us” che spinge ancora di più sull’acceleratore aumentando i giri, il minutaggio e la devastazione… per un suono “sordo” e denso che muta, si trasforma e si apre in paesaggi jazzati e notturni.
“Saoirse” nella sua lentezza assume toni da ballata jazz-progressive, toni che segnano anche la “Born To Die”, con il suo parlato e i suoi accenni post-rock.
Girato il vinile … prosegue “Born To Die” (di fatto divisa tra i due lati) nella “metà” più sperimentale, dopo cui parte l’esplosiva e martellante “Break The Tension” (registrata nel 2023) dal piglio prog, noise e con i suoi “pieni” e “vuoti”…che porta alla tesa, desertica e infernale “Trenches”.
Con “Zaytoun” si cambia scena in favore di un jazz ambient più onirico e visionario che assume corpo nella bella ed evocativa “Reconcile” dalla “matrice” jazz-progressive che chiude un disco che lascerà un distintivo segno in questo 2025.
https://www.marujaofficial.co.uk/
https://www.facebook.com/Marujaband/
https://www.instagram.com/marujaofficial/

































