C’è un’urgenza speciale nelle registrazioni dal vivo, un brivido che manca alle versioni in studio. È la magia dell’attimo, il respiro del pubblico, la possibilità che una nota stoni o che, invece, si trasformi in qualcosa di indimenticibile. Ed è proprio questa magia che Glen Hansard ha deciso di catturare e immortalare.
Il cantautore irlandese, anima indimenticabile nei The Frames e voce graffiante del duo Swell Season, ha annunciato un progetto ambizioso e profondamente intimo: Don’t Settle – Transmissions East & West. Si tratta di una raccolta retrospettiva in due volumi, che ripercorre la sua intera carriera attraverso la lente dell’esibizione dal vivo.
Le “trasmissioni” sono state registrate nell’arco di due magiche notti nell’aprile del 2025, tra le storiche mura del Funkhaus di Berlino. La prima parte, Transmissions East, vedrà la luce il 24 aprile via Plateau/Secretly, mentre Transmissions West seguirà più avanti nel corso dell’anno.
Ad anticipare il disco sono una nuova, vibrante versione live di “Down On Our Knees” e “Didn’t He Ramble“. Il brano, uno dei gioielli del suo repertorio più recente. Hansard ne ha svelato il retroscena commovente, che affonda le radici nei ricordi familiari.
“Il nostro bar di quartiere si chiamava The Ramble Inn“, racconta Glen. “Mio padre passava gran parte delle sue ore di veglia, e a volte anche di sonno, lì dentro… vagava dentro e barcollava fuori. Ho scritto questa canzone dopo la sua scomparsa, alla giovane età di 62 anni. Una sorta di tributo che avrebbe approvato. Mio padre era un uomo orgoglioso. Amava la sua famiglia e il suo bicchiere nella stessa misura. Mostrava il suo amore spalla a spalla, non faccia a faccia. Per anni ha trasportato gli amplificatori e gli strumenti dei Frames in giro. Raramente restava per il concerto. Ma era sempre lì dopo, a caricare l’attrezzatura con la band. Gli volevo un bene immenso e ho voluto scrivergli una canzone di omaggio che potesse piacergli.” Un tributo che oggi, ascoltato in questa nuova veste berlinese, suona come un messaggio in bottiglia lanciato attraverso il tempo e lo spazio.
E come se non bastasse, Hansard ha annunciato anche un’imponente tournée. Si parte dal Nord America il 29 marzo da Los Angeles, per concludere la prima tranche con due attesissime date newyorkesi (City Winery l’8 aprile e Bowery Ballroom il 9).
Ma è il calendario europeo a far sognare gli appassionati del vecchio continente. Un vero e proprio pellegrinaggio che toccherà le sale più prestigiose, da Parigi a Londra, passando per Monaco e Praga. Si parte il 30 aprile dall’Olympia di Parigi passando per Berlino l’8 maggio fino a Manchester il 22 maggio e Londra il iorno seguente. Per un totale di tappe in Europa di 16 appuntamenti nelle quali non ci sarà l’Italia.
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