“The New Eve is rising/From the pages of a burnt Bible/From the roadsides and gutters/The marshes and the meadows/From the pulpits and cafes/From the forests and our backbones…” (da “The New Eve”) … un chiaro e inequivocabile “procalma”, un “manifesto” d’intenti e d’identità apre il bel disco d’esordio delle The New Eves.
- Premessa “Biblica” ed e “Post-Biblica”
A ben leggere sebbene la Tōrāh (Shebichtav) – tralasciando i dibattiti sui due racconti della creazione (quello Elohista e quello Jahvista) e che la Genesi non sia altro che la rielaborazione di più antichi racconti mesopotamici – nel comune “indottrinamento” narri di una Eva nata dalla costola di Adamo, la tradizione ebraica post biblica, anche in ragione (appunto) dei preesistenti miti sumero-accadici e della (inequivocabile) paritetica affermazione contenuta in Genesi 1-27 “Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò”, ha ipotizzato che la prima donna creata da Dio, al pari di Adamo, fosse Lilith…
Il perché si sia preferito coltivare il “culto” di Eva e obliare quello di Lilith, associandola poi a un’entità notturna e/o “negativa”, è nella naturale conseguenza della loro stessa nascita: Eva nata da Adamo, Lilith nata con Adamo; da questa non sottile differenza e “giocando sull’equivoco”, la storia (e non solo a causa di alcuni credi religiosi) ha visto una (dis)umanità maschile preferire una sottomessa “Eva” ad una libera “Lilith”.
Ma ora, come già in passato accaduto più volte, the new Eves is rising…
- Eva e il rock
Il mondo della musica rock (in senso ampio), anche a partire dalla fine degli anni sessanta, dalla seconda ondata femminista, e poi nei primi anni settanta con Helen Reddy e l’Olivia Records, malgrado incarnasse ribellione e cambiamento, non si è mai riuscito a liberare fino in fondo da un credo “adamitico”, negando (in parte) il meritato e giusto risalto a musiciste donne sopratutto al di là del loro ruolo di cantanti o “cantautrici”.
Esempi lampanti possono essere (per tutti) due: la (poca) notorietà ai più di grandissime figure femminili “madri” del blues (Ma Rainey, Koko Taylor, Sippie Wallace, Etta James, Victoria Spivey, Marion Abernathy, Odetta, Big Mama Thornton…) e il contributo dato da musiciste donne all’elettronica.
Non a caso, nello speciale di qualche anno fa dedicato a Brian Eno intitolato “Brian Eno, il ruolo del Musicista e del Non-Musicista: da Francesco Pratella e Luigi Russolo all’Artificial Intelligence” si era osservato: ‘Molte donne (Maryanne Amacher, Pauline Oliveros, Bebe Barron, Éliane Radigue …) sono poi state pioniere dell’elettronica (da citare, su punto, il documentario “Sister With Transistors” del 2020, diretto da Lisa Rovner con la voce narrante di Laurie Anderson a cui si rimanda)’; ed ancora come lo stesso Eno abbia preso “spunto” dal lavoro e dalla ricerca di una musicista donna: ‘Tralasciando il fatto che Eno abbia riscoperto la tecnica detta “time lag accumulator”, già usata negli anni sessanta da Pauline Oliveros e da Terry Riley…’.
Nè tantomeno a cavallo tra gli anni settanta e ottanta le X-Ray (con “Spex Germ Free Adolescents” del 1978), le The Slits (con il loro “Cut” del 1979), le The Raincoats (con il loro “The Raincoats” del 1979) … e musiciste quali Kim Deal, Kim Gordon, Siouxsie Sioux… e poi il movimento “riot grrrl” e gruppi quali le Bikini Kill (con “Revolution Girl Style Now” del 1991), le L7 (con “Bricks Are Heavy” del 1992), le Heavens To Betsy (con “Calculated” del 1994), le Sleater-Kinney (con “Call The Doctor” del 1996), le Bratmobile, Courtney Love… le Babes in Toyland (da ricordare il loro “Fontanelle” del 1992)… sono riuscite a portare pienamente a compimento la “missione” realizzando una radicale, totale e completa emancipazione musicale femminile… per un processo che è tutt’oggi ancora in progress…
- The New Eves
Come spesso accade di questi tempi, se “The New Eve Is Rising” (Transgressive Records) lo si è potuto recuperare in vinile, per la produzione precedente delle The New Eves (Violet Farrer: guitar, violin, vocals; Nina Winder-Lind: cello, guitar, vocals; Kate Mager: bass, vocals; Ella Oona Russell: drums, flute, vocals) è corso in aiuto il “formato liquido”.
Del 2023 i singoli “Slow Dance 22.3” e “Original Sin / Mother” che se da un lato propongono un’elettronica e non convincente “Star”, dall’altro s’impongono con l’ottimo folk “deviato” di “Mother” (brano che mi ha riportato alla mente quel capolavoro che è “First Utterance” dei Comus) e con il bel punk acustico di “Original Sin”.
E nel solco di un folk fuso con umori punk e di “riot” gira il bel “The New Eve Is Rising”.
- “The New Eve Is Rising”
Messo il vinile sul piatto una tensione d’archi e una voce declamante squarcia il silenzio prima che il ritmo incalzi e “The New Eve” “of earth” sorga “From the pages of a burnt Bible/From the roadsides and gutters/The marshes and the meadows/From the pulpits and cafes/From the forests and our backbones…”.
La fusione tra folk e punk cavalca nell’abrasiva “Highway Man”… che porta al gioco di voci della cadenzata e “senza giogo” “Cow Song” caratterizzata dal suo cambio da “rodeo” e dall’assolo degli archi.
“Mid-Air Glass” è poetica-narrativa per archi, voce e “appoggi” di chitarra, mentre “Astrolabe” è “delicato” tribalismo astronomico-esistenziale.
Girato il vinile, dopo un incipit spoken sulla creazione, con “Circles” torna a “girare nel cielo” un punk-acustico.
Se “Mary” da intensa ballata evolve e infuria, fermandosi sul limite prima di assumere “free-form”,“Rivers Run Red” irrompe con il suo flauto, la sua progressione armonica di chitarra, il suo incalzare di archi e batteria.
Chiude “Volcano”, eruttata da tempi passati di un folk-rock anni settanta… per otto minuti conclusivi in cui “eruption resurrects my soul” nell’invocazione “let it bleed set it free”, per un gruppo composto da nuove “Eva” non più “costole” di Adamo.
https://www.instagram.com/the_new_eves

































