Nel 2024 avevamo saluto con entusiasmo la collaborazione tra The Messthetics e James Brandon Lewis, restando folgorati da brani quali “Emergence”, “The Time Is the Place”… definendo il lavoro “un disco pressoché perfetto che va oltre il jazz, oltre il rock … e ancora oltre …” (si rimanda qui per la lettura dell’articolo, anche per i richiami alle carriere dei The Messthetics e James Brandon Lewis).
A distanza di due anni, nuovamente per la Impulse, i The Messthetics e James Brandon Lewis (Anthony Pirog: guitar; Brendan Canty: drums; James Brandon Lewis: saxophone; Joe Lally: bass) hanno dato alle stampe “Deface the Currency” (Verve/Impulse!)
Messo il vinile sul piatto “irrompe” con prepotenza “Deface The Currency”: su di una struttura ritmica rock, umori jazz si muovono mobili lambendo territori fusion e finanche jazz-progressive.
Se notturna e metropolitana è la bella “Gestations” con il basso a “condurre le danze” e a mantenere “alto” il ritmo, “30 Years Of Knowing” rende la stessa notte urbana più morbida e sinuosa.
Chiude un ottimo side A la riuscita “Rules Of The Game” che fonde jazz e un rock nelle pieghe anche dalle tinte blues.
Girato lato, “Universal Security” è tribale, (o)scura, pagana e “free”.
“Clutch” dopo un intro pre “corde” picchia ed evoca nel riff e tema di sassofono la solidità di una passata “Fear not”.
“Serpent Tongue (Slight Return)” è il brano più spinto… teso, “veloce” e per certi versi più “fusion”… in cui la tecnica viene controbilanciata dall’istintività e da divagazioni “noise” e “free”, in una vertiginosa rincorsa tra solisti lanciati ora in una “stretta” pista, ora in uno spazio libero e senza barriere….
Terminato l’ascolto si può che al perfetto “omonimo” del 2024, i The Messthetics e James Brandon Lewis hanno affiancano un esatto e ottimo “Deface the Currency”.
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