Ci sono artisti che non si limitano a pubblicare dischi, ma abitano universi paralleli fatti di chitarre jangly, parole che profumano di surrealismo e una visione del mondo spiazzante e lucida al tempo stesso. Robyn Hitchcock, indiscusso cantastorie pop dal genio sopraffino, è pronto a riaprire le porte di quel mondo con il suo nuovo album, The Confuser, in uscita il 24 luglio per Tiny Ghost Records.
Un traguardo numerico, il suo, che sfiora il mito: a seconda di come si contano le reincarnazioni discografiche, questo è il suo ventitreesimo (o giù di lì) album in studio. Ad affiancarlo in questa nuova avventura ci sono Jeremy Fetzer alla chitarra, Todd Bolden al basso, Eric Slick alla batteria e persino un gradito ritorno: Kimberly Rew, suo vecchio compagno di avventure nei Soft Boys.
Il primo assaggio, il singolo “I Am This Thing”, è già un viaggio. Hitchcock, come solo lui sa fare, trasforma una riflessione esistenziale in un jingle ipnotico e irresistibile. L’ispirazione, come racconta il cantautore, è arrivata in un momento sospeso: “Riesci a ricordare la prima volta che hai capito di essere solo un inquilino nel tuo corpo? Che non ti appartiene per sempre? (Io, poi, posso ricordarlo?)”, si domanda Hitchcock a proposito del brano. “È arrivata nell’estate del 2022, un’età dell’oro a sé stante. Ero immerso fino alla vita nel freddo mare inglese di Compton Bay, la mia spiaggia preferita sull’Isola di Wight, e mi sono ritrovato a cantare mentre sguazzavo tra le onde come un bambino di cinque anni. Avevo quell’età quando ho visitato l’Isola per la prima volta, quindi forse tornare in quelle acque per la prima volta dopo la pandemia ha scatenato quella canzone.”
Per chi volesse godersi queste nuove canzoni dal vivo, le occasioni non mancheranno: dopo le date americane, Hitchcock e la sua banda attraverseranno l’Europa con un tour autunnale che toccherà Regno Unito, Irlanda, Francia, Germania, Norvegia, Danimarca, Svezia e Finlandia. Nessuna tappa italiana.
Un vero e proprio pellegrinaggio per i suoi fedeli seguaci, che potranno ritrovarlo in luoghi suggestivi come l’Union Chapel di Londra, il Les Trois Baudets di Parigi e persino al Tungenes Fyr, un faro norvegese affacciato sul mare.
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Ecco tutte le date europee:
Settembre
19 – Saint Leonards-on-sea, Regno Unito – Kino-Teatr
23 – Cambridge, Regno Unito – Portland Arms
24 – Ipswich, Regno Unito – The Church
25 – Cardiff, Regno Unito – Acapela Studio
26 – Manchester, Regno Unito – Hallé at St Michaels
27 – Gateshead, Regno Unito – The Central
29 – Glasgow, Regno Unito – Cottiers Theatre
Ottobre
1 – Belfast, Regno Unito – The Deer’s Head
2 – Dublino, Irlanda – The Sugar Club
4 – Galway, Irlanda – Roisin Dubh
6 – Hebden Bridge, Regno Unito – Trades Club
7 – Reading, Regno Unito – South Street Arts Centre
8 – Bath, Regno Unito – Komedia Bath
9 – Twyford, Regno Unito – St Mary’s Church, Twyford
10 – Londra, Regno Unito – Union Chapel
11 – Parigi, Francia – Les Trois Baudets
17 – Landsberg am Lech, Germania – Stadttheater Landsberg
18 – Berlino, Germania – Privatclub
20 – Bergen, Norvegia – Ole Bull Scene
21 – Trondheim, Norvegia – Bar Moskus
23 – Drammen, Norvegia – Drammen kulturhus
24 – Randaberg, Norvegia – Tungenes Fyr
25 – Oslo, Norvegia – BLÅ
27 – København S, Danimarca – DR Koncerthuset
28 – Stoccolma, Svezia – Debaser Hornstulls Strand
30 – Helsinki, Finlandia – KULT

































