La Warp records ha appena scosso il calendario degli headz: il 30 ottobre, come un fantasma che torna a fare i conti con i vivi, “Drukqs” – il doppio album più frainteso, amato e odiato del cornish – uscirà di nuovo in vinile, CD e persino cassetta. Sì, avete capito bene: trenta tracce di pura schizofrenia digitale pronte a graffiare i piatti dei giradischi di mezzo mondo.
E no, non aspettatevi inediti, remix o chicche d’archivio. Richard D. James non è il tipo che regala il biscotto con la marmellata. Questa è una riedizione secca, chirurgica, da vero catalogo storico. L’unica concessione al lato materialista (che a noi piace tantissimo) è l’edizione limitata diretta al fan: un cofanetto 4xLP che, oltre a farvi piangere il conto in banca, vi regalerà un poster pieghevole a sei pannelli e uno stencil con il logo AFX. Per chi, ovviamente, ha ancora intenzione di imbrattare muri o valigie con quel simbolo che vale più di un’autografia.
Per chi non c’era o per chi all’epoca ascoltava solo i Prodigy, ricordiamo il contesto. Era il 2001, e dopo il capolavoro folle del Richard D. James Album del ’96, il silenzio si era fatto tombale. Cinque anni di attesa, poi quest’opera mastodontica cadde come un meteorite in un campo di grano. La critica, con quella sua solita supponenza, lo bollò come uno “svuota hard disk”: roba buttata lì, registrazioni al volo, pianoforti preparati e drum machine impazzite senza un filo logico.
Beh, come spesso accade, il tempo è il miglior dj set. Oggi, a distanza di un quarto di secolo, Drukqs non è più quel passo falso imbarazzante. È diventato il ponte sospeso tra il Richard che distrugge i timpani e il Richard che si siede al pianoforte in una cattedrale vuota. E in parte, il merito di questa rivalsa va ai ragazzini di TikTok, che hanno riscoperto la malinconia ipnotica di “QKThr” (sì, quella che molti conoscono come “Piano Piece”) facendola diventare un tormentone emotivo per la Generazione Z.
Ma c’è un’altra verità, più amara e affascinante: Drukqs rimane l’ultimo vero grido dell’Aphex Twin “classico”. Da lì in poi, James si è preso un altro lunghissimo respiro, interrotto solo da Syro nel 2014 e da qualche EP sparso. Il fatto che oggi, con questa ristampa, l’intero catalogo di Aphex Twin risulti finalmente disponibile in stampa, è un segnale. Quasi come se Warp volesse chiudere un cerchio prima del prossimo passo. O forse, semplicemente, è il modo più elegante per dirci: “Il passato è qui, prendetelo o lasciatelo. Il futuro, quando sarà, lo decido io.”
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