C’è un’aura di mistica resilienza che circonda Beth Orton. Dopo averci regalato nel 2022 Weather Alive, un album che molti hanno giudicato come un’opera rivelazione, una sorta di manifesto della maturità artistica più autentica, la cantautrice inglese rompe il silenzio con la sua prima nuova musica da quasi quattra anni a questa parte. Il nuovo brano si intitola “The Ground Above” ed è già disponibile via Partisan records, ma non aspettatevi un semplice singolo di passaggio: è il primo tassello di un nuovo capitolo, con un album già all’orizzonte.
Se Weather Alive profumava di rinascita intima, questo nuovo brano sembra allargare lo sguardo verso l’alto, letteralmente. A circondare Beth, troviamo una squadra d’eccezione che in parte riprende il sodalizio artistico dell’album precedente: Shahzad Ismaily torna a tessere le sue trame sonore, affiancato da una rhythm section di peso con Vishal Nayak alla batteria e Sam Beste al piano, mentre le chitarre di Grey McMurray e Dave Okumu intrecciano architetture liquide, impreziosite dalla tromba di Christos Stylianides. Il tutto è accompagnato da un visualizer che potete già guardare in fondo all’articolo.
Ma è con le parole che Beth Orton ci conduce nel cuore pulsante del brano. In un lungo post su Instagram, l’artista ha voluto scavare a fondo nel processo creativo, quasi come un’archeologa dell’anima. Ecco cosa scrive:
“Il tempo lineare non ha posto nella musica. Mi ritrovo a cercare di stirare il mio cervello come una mappa, per mostrare dove è iniziato tutto. Potrei passare un’eternità a scrivere note a margine, note per me stessa, a trovare reperti archeologici, strati di terra e magia, la stratigrafia dell’amore, del dolore e della gioia in relazione al tempo, tutto ciò che entra nell’architettura di una particolare canzone.”
Un approccio quasi geologico alla scrittura, dove la canzone diventa un deposito di esperienze vissute fuori dal tempo. Ma la dichiarazione più potente è quella che segue, una vera e propria dichiarazione d’intenti esistenziale:
“Ciò che mi ha tenuta in vita è stata un’invincibilità feroce, quella di chi si lancia a capofitto nella vita, spinta magneticamente come in un sogno di volo che non permette al tempo di afferrarmi per le caviglie e raggiungermi. Il dolore mi ha detto di dire sì alla vita, di abbracciarla, assaporarla e divorarla. So che la vita è priva di significato tanto quanto io posso renderla significativa. Volevo scrivere un po’ di tutto questo in un sogno, una confluenza di significato e sentimento.”
Con “The Ground Above”, Beth Orton non si limita a pubblicare un nuovo singolo: ci invita a entrare in un sogno collettivo, dove il dolore si trasforma in forza magnetica e la musica diventa l’unico terreno possibile per sfuggire alla dittatura del tempo. Un ritorno che sa di rinascita, e che ci ricorda perché la sua voce sia sempre stata, e continui ad essere, una delle più necessarie.
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