C’è un momento, nella storia di una band leggendaria, in cui tutto è ancora caos, rabbia e sperimentazione. Prima dei dischi ufficiali, prima della fama. È il suono allo stato puro, catturato per caso o per ossessione.
E uno di questi momenti, forse uno dei più mitici per i Killing Joke, è finalmente arrivato su vinile. Si chiama “Extremities, The Albini Demos & Live Beginnings ‘88”, ed è un doppio colpo raro e potentissimo: le registrazioni originali dei demo con Steve Albini e il bootleg del primissimo live con Martin Atkins alla batteria. La data di pubblicazione è fissata al 27 febbraio 2026 per le label Overdrive Records (italiana) e Invisible Records (statunitense).
Siamo a Chicago, fine 1988. Geordie Walker e Martin Atkins, pieni di idee e frustrazione, finiscono nella casa-studio di un giovanissimo Steve Albini. Fu lì che nacque la leggenda del “Black Cassette”: nastri rarissimi, passati di mano in mano tra i fan più accaniti.
Le sessioni furono pure, sporche e senza filtri. Si sente tutto: i bassi distorti di Geordie, le drum machine Yamaha che Martin Atkins massacrava, Albini che correva tra i microfoni e la console. Era il suono dei Killing Joke che scoprivano la propria strada verso Extremities, Dirt & Various Repressed Emotions, mescolando post-punk e industrale anni prima che diventasse di moda.
Quel piccolo studio, poi, sarebbe diventato la casa della Invisible Records e il quartier generale creativo della band. Insomma, qui è nato non solo un disco, ma un intero pezzo di storia.
Ma c’è di più. La seconda parte del disco ci porta in un piccolo club di Birmingham, il Burberries, la sera in cui Martin Atkins suonò per la prima volta dal vivo con la band.
Immagina: locale stretto, pieno di specchi, caldo, energia allo stato puro. E sul palco, esplodono per la prima volta dal vivo brani come Extremities, The Fanatic, Intravenous. Si sente la tensione, la voglia di spaccare tutto, il blast beat ancora grezzo. E in mezzo a tutto questo, la risata iconica e selvaggia di Jaz Coleman – che non era solo teatralità, era liberazione.
Questo non è solo un disco per collezionisti. È un viaggio nel tempo, nelle origini più autentiche di una band che ha cambiato il corso del post-punk e dell’industriale. È il suono di una rivoluzione nata in una stanza, cresciuta in un club, e diventata leggenda.
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