Dopo 20 anni di silenzio i Rye Coalition – autentiche leggende dell’indie rock americano – sono finalmente tornati in studio con un progetto speciale: un 7″ vinilico che unisce il loro noise-rock a un nobile gesto benefico.
Intitolato Paid in Full (in uscita il 18 luglio per Ernest Jenning Record Co.), il disco contiene due cover simboliche: “Wingwalker” degli Shellac e “Bullet Train to Vegas” dei Drive Like Jehu, registrate con il produttore Tom Beaujour. Un tributo commovente a due giganti scomparsi, Steve Albini e Rick Froberg, ma anche un modo per riaffermare il posto dei Rye Coalition nella storia dell’underground USA.
Nati nel New Jersey a metà anni ’90, i Rye Coalition hanno incarnato l’essenza dello rock indipendente più viscerale, mescolando punk, noise e blues sporco in dischi come The Lipstick Game (1999) e On Top (2002). La loro energia live li rese celebri come una delle band più scatenate della scena, tanto da guadagnarsi l’ammirazione di band come Foo Fighters (che li vollero come opener nel 2003) e The Yeah Yeah Yeahs.
Ma la loro storia è anche segnata da un’epica battaglia contro il sistema. Dopo essere stati inghiottiti (e poi scaricati) dalla Dreamworks – che bloccò per anni l’uscita di Curses (2006) – la loro vicenda divenne un simbolo delle contraddizioni dell’industria musicale, raccontata nel documentario The Story of the Hard Luck 5.
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