Più di un’anno fa, nel recensire “Beyond This Place” di Kenny Barron, scrissi: ‘Feci la conoscenza con la musica di Kenny Barron quando da ragazzo, appena ventenne, acquistai “Night And The City” (del 1998) a firma di Charlie Haden e Kenny Barron’; tale precisazione è necessaria perché, affascinato da quel duo per pianoforte e contrabbasso, decisi di approfondire più nel dettaglio la discografia di Haden, complice anche la bella versione di “Waltz for Ruth” (dello stesso Charlie Haden), presente su “Night And The City”.
Scopri, quindi, che solo l’anno prima Haden con Pat Metheny aveva pubblicato “Beyond the Missouri Sky (Short Stories)”, disco registrato nel 1966, sostanzialmente per sola chitarra e contrabbasso (Metheny oltre alle chitarre acustiche si accreditava anche “all other instruments”; si ascoltino ad esempio gli arrangiamenti di “He’s Gone Away”, “Tears of Rain”, “Spiritual”…) che aveva quale brano d’apertura proprio “Waltz for Ruth”; fu così che il mio mondo musicale si aprì alle sonorità jazz caratterizzate dal vibrare (prevalentemente) delle sole sei e quattro corde.
Nel 2014 Charlie Haden con Jim Hall (sempre per chitarra e contrabbasso) darà alle stampe le registrazioni del live del 2 luglio 1990 al Montreal International Jazz Festival in Canada.
Oggi, a distanza di quasi trent’anni da “Beyond the Missouri Sky (Short Stories)”, la mia attenzione è stata nuovamente attratta da quel mondo con la pubblicazione del bello ed esatto “Memories of Home” (ECM) a firma John Scofield e Dave Holland, registrato nel 2024 e pubblicato quest’anno.
Ci tengo con il chiarire che, ad eccezione dell’utilizzo della sola chitarra e contrabbasso, i lavori sopra citati (“Memories of Home”, “Beyond the Missouri Sky (Short Stories)” e “Charlie Haden/Jim Hall”) sono differenti e per certi versi “distanti” tra loro, data anche la diversa sensibilità dei musicisti coinvolti e, come detto, il seppur marginale utilizzo di “other instruments” in alcuni brani da parte di Metheny.
- “Memories of Home”
Messo il vinile sul piatto, perfetta è l’apertura affidata a “Icons at the Fair” (apparsa anche su “Combo 66” del 2018 di Scofield) con la sua introduzione rarefatta ai confini con il folk, prima che l’esecuzione prenda corpo per avvicinarsi a quella originaria proposta in passato da Scofield.
Altra rivisitazione più che riuscita di un “vecchio” brano di Scofield è “Meant to Be” (da “Meant to Be” del 1991), qui “sostenuta” e con il contrabbasso ad aprire la strada alla chitarra.
I giri del vinile aumentano con “Mine Are Blues” (sempre a firma Scofield) che spinge sull’acceleratore prima che “Memorette” ben ricalchi, sebbene con maggior essenzialità, l’idea “manifestata” da Scofield nel 2007 su “This Meets That”.
Bisogna aspettare la chiusura del Side A per il primo brano a firma Holland “Mr. B (Dedicated to Ray Brown)” che mantiene alto il livello con il suo essere un “classico” del jazz.
Girato il vinile, la rilettura tocca a “Not for Nothin’” di Dave Holland (celebre la versione del 2001 in quintetto) che in questa interpretazione scarna mostra tutta la sua bellezza.
La versione proposta di “Easy For You” (di Scofield, presente anche su “What We Do” del 1993) mantiene la sua ambientazione notturna e calda nel suo incedere lento segnando un altro pregevole momento d’ascolto.
Se “You I Love” (di Holland) nella sua esecuzione per “quintetto” (da “Jumpin’ In” del 1984) è un “punto fermo”, non delude nemmeno qui, eseguita in duo.
“Memories Of Home” (di Holland) è esatta nei suoi richiami “folk”, ricchi tra le note di bluegrass, e congeda un lavoro in cui la sapienza e l’esperienza hanno portato “ottimo consiglio”.
https://www.johnscofield.com/
https://daveholland.com/
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