Non un semplice featuring postumo, ma una rivelazione. I Mouse on Mars, il duo tedesco che da trent’anni scardina i confini tra elettronica, sperimentalismo e ritmo, hanno annunciato Spatial, No Problem, un album interamente inedito realizzato in collaborazione con l’alchimista scomparso Lee “Scratch” Perry.
L’uscita è prevista per il 6 giugno via Domino, ma la genesi del disco risale al dicembre del 2019, un momento sospeso in cui i due mondi si sono incontrati senza troppe sovrastrutture. Jan St. Werner racconta l’atmosfera di quelle sessioni con la semplicità di chi ha assistito a un evento quasi sciamanico: “Non parlavamo quasi mai di quello che stavamo facendo. Ci siamo incontrati e abbiamo iniziato a suonare. Lui rideva molto e ridevamo insieme. Abbanche cucinato e mangiato zuppa di pesce e papaia.”
Il risultato è Spatial, No Problem, un lavoro che non cerca di omaggiare la leggenda del reggae e del dub, ma che ne cattura l’essenza più fluida e imprevedibile. A dare il primo assaggio ci pensa “Rockcurry”, brano d’apertura del disco. Il pezzo è un caleidoscopio di ritmi sincopati e strati di vocalità, accompagnato da un video curato da Studio Sparks che si nutre di fotografie rubate durante quelle stesse sessioni in studio.
Ma l’operazione non si ferma al supporto digitale. I Mouse on Mars e l’eredità di Perry troveranno una dimensione fisica e immersiva all’interno della mostra “Project a Black Planet” al Barbican di Londra. Tra il 6 e il 13 giugno, l’installazione dedicata al disco trasformerà l’ascolto in un’esperienza spaziale: l’album verrà riprodotto in spatial audio su un sistema D&B Soundscape, un’occasione per esplorare come queste sonorità diventino “un mezzo risonante per la coscienza nera, la resistenza culturale e l’espressione di un patrimonio africano condiviso”, come si legge nella nota di accompagnamento.
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