Una confessione pop punk vestita di paillettes malinconiche. La terza fatica della regina del glamour dolorante arriva il 12 giugno. Spoiler: non sarà un inno alla felicità spensierata.
C’era una volta la ragazza che trasformava il crepacuore in hit di diamante. Poi è arrivata la fama, i Grammy, le lacrime riflesse negli specchi dei camerini. E ora? Olivia Rodrigo ci riprova, ma con un paradosso.
Il terzo album, annunciato ufficialmente, si intitola “you seem pretty sad for a girl so in love” (sì, tutto in minuscolo, come una nota lasciata sotto la porta di una camera d’albergo). Uscirà il 12 giugno per Geffen. La copertina – già virale – mostra Rodrigo con uno sguardo che è insieme tenero e disorientato. Perfetto.
“Sono così orgogliosa di questo disco”, dice Olivia. E basta. Per ora niente tracklist, nessun singolo annunciato, solo la possibilità di preordinarlo e un’attesa che sa di ansia da diario segreto.
Dan Nigro (già al timone di Sour e Guts) è di nuovo in cabina di regia. E se qualcuno si aspettava un album solare, si sbaglia di grosso. La stessa Rodrigo ha confessato a British Vogue: “Scrivere da un luogo di gioia pura è stata una sfida creativa. Quando sei davvero connesso a qualcuno, non sei nella tua testa a pensare a poesie agrodolci”. Poi la stoccata: “Le mie canzoni d’amore preferite sono belle proprio perché hanno un brivido di paura o desiderio inconfessato”.
Tradotto: l’amore felice annoia. L’amore che trema, no.
Nel frattempo, per tenere allenati i fan, Rodrigo ha già coperto “The Book of Love” dei Magnetic Fields nella compilation benefica HELP(2) (leggi il nostro articolo). Un indizio? Forse. O forse solo un altro modo per ricordarci che il romanticismo, per lei, è sempre stato un atto di equilibrio tra tenerezza e vertigine.
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