Un anno fa si apprezzò la collaborazione tra i Little Barrie e Malcom Catto (si rimanda all’articolo anche per approfondimenti), certificando la vittoria, con pieno merito, della loro viscerale e lisergica “Electric War”.
Ora il progetto di Barrie Cadogan (Vocals, Guitar, Bass, Percussion) dà alle stampe “Gravity Freeze” (Easy Eye Sound) senza Catto ma con (sempre) Lewis Wharton (Bass) e con Tony Coote (Drums, Percussion), confermando la naturale capacità dei Little Barrie di muoversi con maestria tra rock psichedelico, garage rock e reminiscenze blues…
Messo il vinile sul piatto, “More Bad Miles Of Road” (con Rupert Lyddon al Cimbalom) s’impone con il suo giro di basso, la sua ritmica, la sua chitarra “acida” ed è subito hit!
“It Isn’t Soul” è tanto cupa quanto profonda ballata ruvida per un secondo brano che non delude.
Se “December” (con Frida Touray e Holly Quin-Ankrah alle seconde voci) alleggerisce e ammorbidisce i toni, “Luggin’ Hurt” (ancora con Frida Touray e Holly Quin-Ankrah alle seconde voci) accelera nuovamente i giri, allunga i tempi fino a sette minuti, e con i suoi fraseggi di chitarra, in uno con basso e batteria, in stile jam session, chiude un bel Side A.
Girato lato, con “Talk It Up Like It’s Wanted” si torna a un brano di pregio, con il suo claudicante incedere blues, caratterizzato da un’esatta ritmica, da una perfetta chitarra e da una linea vocale riuscita.
“Anything You Are” fa intravedere screziature jazz blues nella sua prima ed ultima parte, cambiando nel mezzo drasticamente registro per virare verso un sanguigno rock blues.
Se “Coralisa” è martellate, serrata e coriacea, “Wire” (con Rupert Lyddon al Synth) predilige pattinare su “frequenze basse”.
Una classica e di genere “Gravity Freeze” congeda l’ascolto, nel più giusto dei modi.
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