Un nome che ha scolpito il suo posto nell’Olimpo del post-hardcore e della musica alternativa sta riecheggiando di nuovo nei club. Non è un drill, né una reunion nostalgica fine a se stessa. Gli Shudder to Think sono ufficialmente tornati, e lo fanno con la stessa irriverente eleganza che li ha sempre distinti. Dopo più di dieci anni di assenza dalle scene, la band ha riaperto i suoi cancelli distorti a Boston ha dato il via a un tour che sa di rinascita.
La notizia più elettrizzante è l’annuncio di un nuovo 7″ con pubblicazione il prossimo 7 novembre. “Thirst Walk“ e “Playback“ sono i titoli dei due nuovi brani, i primi dal 1998, anno di uscita di “50,000 B.C.”. Ma c’è un dettaglio che farà vibrare il cuore di ogni fan della scena indie e post-hardcore degli anni ’90: il disco vede la band tornare a casa, sulla leggendaria Dischord Records. Un ritorno alle radici dopo la parentesi con la major Epic, che suggella un riavvicinamento alle origini più autentiche e promette un suono forse più crudo e sperimentale, quello che li ha resi iconici.
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