20:15 – Il sole cala lentamente sulle rovine di Pompei, tingendo di rosso antico le colonne dell’Anfiteatro. I Blood Incantation salgono sul palco e spaccano l’aria con il loro progressive metal psichedelico. I riff vorticosi e i cambi di tempo improbabili ipnotizzano subito il pubblico, che risponde con headbanging collettivo, traumi sonori e fughe in atmosfere cosmiche. Una prova di forza che scalda i motori e conquista persino i puristi degli Opeth.
21:30 – Il buio è totale quando Mikael Åkerfeldt e soci compaiono tra luci soffuse e fumo denso. L’Anfiteatro, sold out in poche ore, è gremito di fan in religioso silenzio. La prima nota di §1 esplode come un pugno allo stomaco. Il prog metal degli svedesi si fonde perfettamente con le pietre millenarie, regalando un contrasto epico tra fragilità umana e potenza cosmica.
Åkerfeldt, con la sua voce vellutata e i suoi growl da bestia, tiene il pubblico in pugno alternando i momenti con devastanti cavalcate death. La sezione ritmica è un orologio svizzero, le tastiere creano paesaggi onirici che si perdono tra le rovine. Il pubblico canta a squarciagola, braccia al cielo, emozionato come ai tempi del live dei Pink Floyd.
I brani del nuovo album si fondono con i classici, in un set che dura oltre due ore. La connessione tra band e luogo è magnetica: ogni nota riverbera sui muri antichi, ogni silenzio è carico di storia. Quando attaccano l’ultimo brano con Deliverance, il cerchio si chiude: è pura catarsi.
23:45 – Cala il sipario tra ovazioni infinite. Questa non è solo una data del tour: è un evento che resterà nella memoria, il quinto capitolo trionfale del B.O.P. Con la chiusura dei Savatage il 27 luglio, il festival si conferma un appuntamento imperdibile. Stasera, Opeth hanno scritto una pagina di storia.
https://www.opeth.com/
https://www.instagram.com/beats_of_pompeii/




























































