C’è un momento, in ogni festival che si rispetti, in cui la musica cede il passo al caos rituale. Al Solid Sound Festival, però, il caos aveva un nome preciso: yo-yo. E non uno qualsiasi, ma quello che ha riscritto i libri dei Guinness World Record con la forza ipnotica di una corda che si avvolge e si srotola nell’aria umida del Massachusetts.
Lo scorso 27 giugno, seconda giornata della tre giorni organizzata dai Wilco al MASS MoCA di North Adams. Sul palco, tra le leggende viventi (Gang of Four, Billy Bragg, la divina L’Rain), si aggiravano anche Jeff Tweedy e Kim Deal, pronti a impugnare non il plettro, ma un piccolo disco di plastica legato a un filo. Insieme a loro, quasi 5.000 anime – fan, passanti, musicisti, hippie rilassati e hipster in coda per il caffè – hanno dato vita a un’onda sincronizzata di dita che tiravano e rilasciavano, sfidando la gravità e il precedente record di 2.036 simultanei, polverizzato senza pietà.
Il Solid Sound, tornato dopo l’edizione 2024 che aveva visto Wednesday e Ratboys fare scintille, ha così aggiunto un nuovo capitolo alla sua storia fatta di musica, cinema (con l’anteprima del film su Bob James firmato Mikael Jorgensen), yoga, escursioni e persino cabaret comico. Ma il vero spettacolo è stato quello collettivo, quasi sciamanico: 5000 persone che muovono la mano allo stesso tempo, come un unico cervello diviso in mille braccia.
E se pensate che la febbre dello yo-yo sia un fenomeno isolato, vi sbagliate. Dal 2024, la cantante Faye Webster – devota assoluta della disciplina – organizza ad Atlanta un invitational per i migliori giocatori del mondo. Nessuna data ancora per il 2026, ma dopo questo exploit, North Adams potrebbe candidarsi a capitale mondiale del polso che trema. E chissà che il prossimo record non lo battano mentre suonano “Misunderstood”.
Perché, come insegna la migliore musica underground, a volte la rivoluzione parte da un gesto semplice!

































