C’è un prima e un dopo nella musica degli American Football. E il punto di svolta, per la band emo-mathematica dell’Illinois, si chiama LP4. Atteso per il prossimo 1° maggio su Polyvinyl Records, l’album si presenta come un crocevia generazionale, con ospiti d’eccezione che spaziano dal punk furioso dei Turnstile al dream pop di Wisp, passando per l’indie rock storico dei Rainer Maria.
A impreziosire il quarto capitolo della discografia della band sono infatti Brandon Yates (voce dei Turnstile), Caithlin De Marrais (frontwoman dei Rainer Maria) e Natalie R. Lu (in arte Wisp). Yates presta la sua voce al brano “No Feeling”, registrato il giorno dopo che la band gli aveva chiesto, quasi per caso, di passare da Sonny DiPerri (produttore) a Los Angeles. “C’è una qualità argentea, quasi eterea, nella sua voce quando sale sugli acuti e tiene quelle note lunghe”, racconta Nate Kinsella nel nuovo bio che accompagna il disco sul sito della Polyvinyl. “È andata ben oltre ciò che mi aspettavo per quella canzone”.
De Marrais appare invece in “Blood on My Blood”, un pezzo che sigilla idealmente un’amicizia lunga decenni: Mike Kinsella, voce e chitarra degli American Football, era solito vendere merchandising per i Rainer Maria nei primi tour. Sul versante più etereo, la giovane Wisp regala “il perfetto contrasto etereo” al brano “Wake Her Up”, descritto come “quasi pop”.
Ma è lo spirito con cui è stato concepito LP4 a fare la differenza. Come sottolinea il chitarrista Steve Holmes: “Il fascino del primo disco è che poteva essere fatto solo da ragazzi. Questo, invece, poteva essere fatto solo da adulti. C’è uno swagger che viene dalla consapevolezza di chi fa questo mestiere da tanto tempo, e c’è una profondità nei testi di Mike. Ci sono ancora rotture e crepacuori, ma sono molto più reali”.
Il primo assaggio, la lunga e ipnotica “Bad Moons” (uscita nelle scorse settimane), ha già dato il tono: arrangiamenti più audaci, strutture che osano. E lo stesso Mike Kinsella rivendica la crescita artistica del gruppo: “Dalle strumentazioni agli arrangiamenti, fino a Nate che corre contro il microfono e si scusa, e noi abbiamo lasciato tutto nell’album. Sono orgoglioso delle scelte che abbiamo fatto. Siamo migliorati come scrittori di canzoni. Abbiamo lavorato insieme meglio che mai. Questo album è un atto di fede, musicalmente. Ma sono orgoglioso di aver avuto l’ambizione di provare qualcosa di diverso”.
Gli American Football porteranno il nuovo lavoro in tour mondiale a partire dal 15 maggio, con partenza da Denver e gran finale il 16 agosto a Minneapolis. Un ritorno che, a sentire le prime avvisaglie, sa di maturità senza rinunce, di ferite aperte ma guardate con gli occhi di chi ha smesso di avere paura.
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