Feci la scoperta dei Horse Lords acquistando l’ottimo “The Common Task” del 2020 e rimasi colpito dalla loro musica, granitica, solida, dalle loro poliritmie e dalla propensione alla sperimentazione (come certificano “Fanfare for Effective Freedom”, “Against Gravity”, “Integral Accident”).
Se per i lavori più recenti quali il bel “Comradely Objects” del 2022 (da menzionare “Zero Degree Machine”, “Mess Mend” in stile quasi rodeo…) fu semplice comprare il vinile, recuperare fisicamente i loro primi dischi non fu possibile, se si considera anche che il loro esordio discografico risaliva al 2012; mi venne quindi in soccorso il formato “liquido” (da me non particolarmente amato ma che indubbiamente ha i suoi vantaggi come in questo caso).
- Dal 2012 al 2022
Se l’omonimo esordio “Horse Lords” del 2012 era improntato su una più “anarchica” improvvisazione che si sviluppava in due lunghe e composite esecuzioni “Wildcat Strike” e “Who Taught You To Hate Yourself?” (al pari del coevo “Mixtape Vol. 1”) e “Mixtape Vol. 2” e “Mixtape Vol. 3” del 2013 puntavano alla sperimentazione anche di stampo noise e “collage”, la musica che gli Horse Lords hanno via via restituito nel tempo attraverso “Hidden Cities” del 2014 (da citare “Macaw”), “Interventions” del 2016 (che nel passaggio tra “Intervention III e “Bending To The Lash” ben testimonia passato e futuro), i citati “The Common Task” e “Comradely Objects”, è diventata progressivamente meno “istintiva” e più “razionale”.
- Dal 2022 al 2025
Nel 2023 e nel 2024 il tempo anche di dare prova della loro bravura dal vivo rispettivamente con “Live In Leipzig” (contenente le registrazioni dal vivo catturate a Leipzig, 11 novembre 2022) e “As It Happened: Horse Lords Live” (contenente registrazioni dal vivo del 2018, 2020, 2022 e 2023), per licenziare poi nel 2025 l’interessante collaborazione con Arnold Dreyblatt “Extended Field” (con momenti anche meditativi come “Advance”, astratti/noise come “Suspension” e da banda free come “Impulse Array).
- “Demand To Be Taken To Heaven Alive!”
Giunti nel 2026 è la volta di “Demand To Be Taken To Heaven Alive!” (RVNG Intl.), un disco granitico, sperimentale e dalle ritmiche “math” che conferma gli Horse Lords quale splendida realtà musicale.
In formazione base composta da Max Eilbacher (bass guitar, computer), Andrew Bernstein (saxophone, percussion, computer), Sam Haberman (drums), Owen Gardner (guitar percussion), gli Horse Lords per l’occasione si sono fatti affiancare da Nina Guo e Evelyn Saylor (“who sing”), Madison Greenstone (“who plays bass clarinet”) e Weston Olencki (“who plays trombone”) ed il risultato è stato “stupefacente”!
Messo il vinile sul piatto “Eureka 378-B” è gioco manipolato di voci che rileggono, come da note, “music by John P. Rees (1859) from The Sacred Harp, Cooper edition Lyrics by Thomas Kelly (1802) from The Primitive Hymns, Spiritual Songs, and Sacred Poems, based on the singing of Clarke Lee, David Lee, and Phillip Reeves”; voci che senza soluzione di continuità si incastonano in “Brain Of The Firm”, diventandone parte ritmica integrante che ben riporta l’ascolto su solidi e già battuti territori.
“Rotation” è brevissimo intermezzo vocale prima di “Playing And Reality”, brano che dà perfettamente l’idea di un LP difettoso, a cui segue il secondo altrettanto brevissimo intermezzo vocale “Rotation II”, l’aspra e ruvida e “cibernetica” “First Galactic Utopia” e “Rotation III” in cui le voci sembrano emulare il suono di cornamuse.
Con “Before The Law” gli Horse Lords tornano a lavorare sulle ritmiche e sul contrasto tra esse e la sovrapposizione di note lunghe e tese per un brano dalle forti suggestioni.
Chiude il Side A, “After The Last Sky” che alza il livello d’ascolto grazie al valore aggiunto, oltre che del sassofono, del clarinetto e del trombone in primo piano per un brano di pregio che si sublima nel dialogo tra i fiati e la chitarra.
Girato il vinile è il tempo della splendida “A City Yet To Come”, la composizione più bella del disco nonché quella corale in cui alle ritmiche di cui gli Horse Lords sono maestri si sovrappongono il cantato, i fiati (anche free), gli strali di elettronica; perfetto sarebbe un ipotetico singolo (side A e B) con “A City Yet To Come” e “After The Last Sky”!
Dopo “A City Yet To Come”, “Second Galactic Utopia” sembra portare “calma” con il suo più rassicurante riff e i suoi suoni spaziali e fantascientifici, calma che diventa danza ritmica da “musica contemporanea” nella raffinata “Demand To Be Taken To Heaven Alive!”.
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