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Oltre il tempo e lo stile: perché “The Complete Live at the Plugged Nickel 1965” di Miles Davis resta una svolta per il jazz contemporaneo

di Redazione
16 Ottobre 2025
in Focus On, Speciali
Tempo di lettura: 6 minuti
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La riedizione di un capolavoro live del 1965 dimostra come l’arte di Miles Davis continui a parlare al presente, incarnando la quintessenza di una musica senza confini.

Per gli appassionati di jazz, è l’annuncio dell’anno. “The Complete Live at the Plugged Nickel 1965”, una delle registrazioni live più mitizzate di Miles Davis, tornerà finalmente disponibile dopo tre decenni di assenza dal catalogo. Columbia/Legacy pubblicherà il cofanetto il 30 gennaio 2026, in due edizioni da collezione: una mastodontica da 10 vinili e una da 8 CD. Un assaggio, un doppio LP intitolato “Live At the Plugged Nickel: December 23, 1965 – Second Set”, sarà disponibile già dal 28 novembre per il Record Store Day, riaccendendo i riflettori su un momento cruciale della storia del jazz.

Ma perché, in un mondo saturo di musica, questa riedizione è così importante? Perché Miles Davis non è solo un monumento del passato, ma un faro per chiunque, oggi, voglia comprendere l’essenza della musica contemporanea: il coraggio di rompere gli schemi, la ricerca di un linguaggio autentico e la fede assoluta nel dialogo musicale.

Nel dicembre del 1965, il Miles Davis Quintet – un dream team composto da Wayne Shorter (sassofono), Herbie Hancock (pianoforte), Ron Carter (contrabbasso) e Tony Williams (batteria) – si esibì al Plugged Nickel, un club di Chicago. La band era tecnicamente impeccabile, ma proprio questa perfeizione aveva creato una comfort zone pericolosa. La musica rischiava di diventare una formula.

Fu il giovanissimo Tony Williams, durante il volo per Chicago, a lanciare l’idea sovversiva: suonare “anti-music”. La regola era semplice e geniale: “Qualunque cosa il pubblico si aspetti che tu suoni, quella è l’ultima cosa che devi suonare”. Senza dirlo a Davis, il quintetto decise di sabotare i cliché: smorzare i momenti di picco, esplodere in quelli di calma, stravolgere tempi e armonie. Era una sfida per riportare il rischio e l’avventura nel loro atto creativo.

E Miles? Si accorse immediatamente che qualcosa stava succedendo. Ma, da genio qual era, non disse una parola. Invece di contrariarsi, abbracciò la sfida, suonando con una libertà e un’adattabilità brucianti. Quelle serate non furono semplici concerti, ma un laboratorio live in cui il jazz veniva decostruito e rimodellato in tempo reale.

L’importanza di queste sessioni va ben oltre l’aneddoto storico. Esse cristallizzano principi che sono il fondamento di molta musica contemporanea, dal jazz più sperimentale all’improvvisazione radicale.

L’Attualità di un Sound senza Età: Il suono del quintetto era “multistrato”. La batteria narrativa di Tony Williams, i bassi autonomi di Ron Carter e gli accordi “anti-aspettativa” di Herbie Hancock crearono un tessuto ritmico e armonico di una complessità che ancora oggi suona modernissima. Non è un caso che artisti come Kendrick Lamar o Radiohead, nel loro esplorare territori sonori inediti, abbiano citato Miles Davis come influenza.

Il Coraggio di De-costruire: Il quintetto non abbandonò le melodie standard, ma le usò come punto di partenza per un viaggio collettivo. Brani come “Stella by Starlight” o “My Funny Valentine” vennero tirati, stirai e portati sull’orlo dell’irriconoscibile. Questo approccio, a volte definito “free-bop”, insegnò che la libertà non significa rifiutare la struttura, ma dialogare con essa in modo critico e personale. È una lezione vitale per tutti i musicisti di oggi che cercano di trovare una voce originale tra il peso della tradizione e la tentazione dell’amnesia musicale.

L’Intelligenza del Collettivo: Questo non era un gruppo con un solista e una sezione ritmica di supporto. Era un organismo simbiotico in cui tutti suonavano e ascoltavano da pari. Come scrisse il pianista Herbie Hancock, “c’era così tanta cose che accadeva, e suonava così poco come ciò che ricordavo, che rimasi scioccato… Oggi, quando ascolto le registrazioni del Plugged Nickel, sono sbalordito dalla loro cruda intensità e onestà”. Questa interazione quasi telepatica è l’ideale a cui aspira qualsiasi ensemble moderno.

La riedizione di “The Complete Live at the Plugged Nickel” non è una semplice operazione nostalgia. È la riproposizione di un manifesto artistico. In un’epoca in cui l’industria musicale spesso premia l’omologazione, queste registrazioni sono un monito potente a non adagiarsi mai, a cercare la verità nel rischio, a valorizzare il dialogo sopra ogni cosa.

Miles Davis è un musicista contemporaneo proprio perché il suo messaggio – che qui si incarna in sette ore di musica travolgente – è universale e senza scadenza. Il Plugged Nickel ci ricorda che il jazz, nella sua forma più alta, non è un genere da ascoltare passivamente. È una filosofia dell’ascolto, della reazione e della mutua fiducia. È un invito, oggi più che mai attuale, a “andare oltre”, sempre.

https://www.milesdavis.com/
https://www.instagram.com/milesdavis/
https://www.facebook.com/MilesDavis


The Complete Live at the Plugged Nickel 1965:

01 If I Were a Bell (December 22, 1965 – 1st Set)
02 Stella by Starlight (December 22, 1965 – 1st Set)
03 Walkin’ (December 22, 1965 – 1st Set)
04 I Fall in Love Too Easily (December 22, 1965 – 1st Set)
05 The Theme (December 22, 1965 – 1st Set)
06 My Funny Valentine (December 22, 1965 – 2nd Set)
07 Four (December 22, 1965 – 2nd Set)
08 When I Fall in Love (December 22, 1965 – 2nd Set)
09 Agitation (December 22, 1965 – 2nd Set)
10 ’Round Midnight (December 22, 1965 – 2nd Set)
11 Milestones (December 22, 1965 – 2nd Set)
12 The Theme (December 22, 1965 – 2nd Set)
13 I Fall in Love Too Easily (December 22, 1965 – 3rd Set)
14 All of You (December 22, 1965 – 3rd Set)
15 Oleo (December 22, 1965 – 3rd Set)
16 No Blues (December 22, 1965 – 3rd Set)
17 I Thought About You (December 22, 1965 – 3rd Set)
18 The Theme (December 22, 1965 – 3rd Set)
19 If I Were a Bell (December 23, 1965 – 1st Set)
20 Stella by Starlight (December 23, 1965 – 1st Set)
21 Walkin’ (December 23, 1965 – 1st Set)
22 I Fall in Love Too Easily (December 23, 1965 – 1st Set)
23 The Theme (December 23, 1965 – 1st Set)
24 All of You (December 23, 1965 – 2nd Set)
25 Agitation (December 23, 1965 – 2nd Set)
26 My Funny Valentine (December 23, 1965 – 2nd Set)
27 On Green Dolphin Street (December 23, 1965 – 2nd Set)
28 So What (December 23, 1965 – 2nd Set)
29 The Theme (December 23, 1965 – 2nd Set)
30 When I Fall in Love (December 23, 1965 – 3rd Set)
31 Milestones (December 23, 1965 – 3rd Set)
32 Autumn Leaves (December 23, 1965 – 3rd Set)
33 I Fall in Love Too Easily (December 23, 1965 – 3rd Set)
34 No Blues (December 23, 1965 – 3rd Set)
35 The Theme (December 23, 1965 – 3rd Set)
36 Stella by Starlight (December 23, 1965 – 4th Set)
37 All Blues (December 23, 1965 – 4th Set)
38 Yesterdays (December 23, 1965 – 4th Set)
39 The Theme (December 23, 1965 – 4th Set)

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