Lo scontro tra due mondi musicali che non si sono mai amati tanto diventa guerra aperta. Da un lato Roger Waters, ex mente delle Pink Floyd, paladino senza sconti della causa palestinese. Dall’altro David Draiman, voce dei Disturbed (abbiamo bisogno di questa band?), ebreo e fieramente filo-israeliano. Sul tavolo non c’è una semplice divergenza politica: è un ‘regolamento di conti’ carico di insulti, inciuci podcastiani e promesse di violenza fisica.
Tutto parte da un episodio del podcast The Magnificent Others di Billy Corgan (Smashing Pumpkins). Draiman, ospite della puntata, non usa mezzi termini: “Se mai incontrassi Roger Waters, lo prenderei a pugni”. Il motivo? Secondo il frontman dei Disturbed, Waters avrebbe tradito “non solo me, ma gli ebrei di tutto il mondo” con la sua posizione critica verso Israele, che definisce “un tradimento massiccio”.
Waters, che non è noto per rispondere con un sospiro e un caffè, ha replicato ieri (16 aprile) su X, rivolgendosi direttamente a Corgan:
“Qualcuno mi ha girato l’apparizione di questo tizio nel tuo podcast. Non l’avevo mai sentito nominare. Comunque, a quanto pare lui conosce me. Il problema è che io difendo i diritti umani, specialmente quelli dei miei fratelli e sorelle a Gaza, che vengono massacrati in un genocidio dalle forze armate dello Stato razzista, nazista e pariah di Israele. Tu, Billy, sei un tipo simpatico, hai dato a questo individuo la possibilità di chiarire o moderare la sua posizione. Lui l’ha fatto. È un maiale nazista, psicotico e razzista. Mi dicono, Billy, che scrive messaggi sulle bombe prima che l’IDF le sganci sui civili a Gaza. Detto tutto.”
E giù un proclama finale: Waters continuerà a “chiedere pari diritti umani per tutti gli esseri umani, indipendentemente da religione, etnia o nazionalità”.
Draiman non ha perso tempo e ha risposto a stretto giro: “Ed eccomi qui, aperto al dialogo, anche con qualcuno con cui sono profondamente in disaccordo. È deludente, ma prevedibile. Sii coraggioso, Roger. Beati i costruttori di pace, giusto? Io ci provo sempre. Dobbiamo continuare a provarci. Anche con te.”
La faida non è nuova. Già nel 2024 Draiman definì Waters “antisemita fino al midollo marcio”. E nel 2019 lo attaccò per la sua adesione al boicottaggio contro Israele, accusandolo di stare “con i suoi compagni nazisti”. Waters ha sempre respinto le accuse di antisemitismo, ribadendo che criticare Israele non significa odiare gli ebrei.
Nel frattempo, il buon Billy Corgan aveva provato a imbastire una lettura psicanalitica: la perdita del padre di Waters nella Seconda Guerra Mondiale come “trauma fondativo” che lo renderebbe “ipersensibile” al conflitto in Palestina. Ipotesi affondata subito dal tono della risposta watersiana.
Insomma, tra pugni mancati, tweet bomba e accuse incrociate, la colonna sonora di questa primavera è un fragore urlato su due sponde opposte. Resta da vedere se i due si incontreranno mai dal vivo. Magari dietro le quinte di un festival. Con un arbitro. E un paio di guantoni.
And here I was open to dialogue, even with someone I so deeply disagree with. 🤷🏼♂️
Honestly @rogerwaters, this is the reaction I unfortunately expected.
It’s disappointing, but predictable.
Be brave Roger.
Blessed are the peacemakers, right?
I’m always willing to try. We…
— David Draiman 🟦🇺🇸🇮🇱✡️☮️ (@davidmdraiman) April 16, 2026

































