Tra Tron, Lynch e un Macintosh del 1987, il film indie prodotto da Oscilloscope esplora il limbo digitale con una colonna sonora elettronica e ipnotica.
In un’epoca di effetti digitali sfrenati e budget stratosferici, emerge a volte un’opera così originale, eccentrica e ipnotica da riscrivere le regole del gioco. È il caso di OBEX, pellicola surrealista e fantascientifica che fonde genialità low-fi e inquietudine metafisica. Scritta, diretta e interpretata da Albert Birney e distribuita da Oscilloscope – la compagnia cinematografica indipendente co-fondata dal compianto Adam Yauch dei Beastie Boys – il film è finalmente approdato sulle piattaforme di streaming dopo una prima uscita teatrale a gennaio, disponibile in rental su VEEPS.
La trama, in apparenza semplice, nasconde vortici psichedelici. Siamo nel 1987. Conor, un giovane timido interpretato dallo stesso Birney, vive una vita ritirata con il suo cane, avvolto dal ronzio rassicurante del suo Macintosh. L’acquisto di un misterioso gioco chiamato OBEX scatena l’incubo: Conor finisce intrappolato in un “inferno analogico” a bassa tecnologia ma ad altissimo rischio, dove il confine tra realtà e simulazione si dissolve completamente.
Girato in un bianco e nero profondissimo e granitico, OBEX evoca la suggestione visiva di Tron se fosse stato filtrato dalla sensibilità onirica e disturbante di David Lynch o dall’estetica collage di Guy Maddin. Birney, abbracciando i limiti del budget, trasforma ogni vincolo in virtù, usando effetti low-fi inventivi che diventano parte integrante dei temi del film: la claustrofobia digitale, la nostalgia per una tecnologia imperfetta, il sogno che diventa prigione.
A completare l’atmosfera claustrofobica e magneticamente straniante, contribuisce in modo fondamentale la colonna sonora elettronica firmata da Josh Dibb, in arte Deakin (nella foto), membro degli Animal Collective. Le sue composizioni ambient e pulsanti tessono la tela sonora di questo limbo, guidando lo spettatore attraverso i meandri glitchati della realtà di OBEX. Non è la prima incursione di Dibb nel cinema: recentemente, insieme a Geologist (altro pilastro degli Animal Collective), ha curato le musiche per il documentario sull’Uragano Sandy, Jetty.

































