Bonobo, alias Simon Green, torna con Distance In Static (11 settembre, Ninja Tune). L’annuncio arriva insieme al primo singolo Me and You, un brano dancefloor puro, ma il disco – promette il lancio – è molto di più.
Collaborazioni prestigiose: Arooj Aftab, Joy Crookes, Nilüfer Yanya, Ichiko Aoba, Nicole Miglis (Hundred Waters) e Aanya Martin. Testi in inglese, urdu e giapponese, campionamenti iraniani, guzheng, registrazioni tra Los Angeles, Tokyo, Londra e il ranch di Neil Young in California.
L’universo visivo cambia: realizzato con Trevor Jackson, abbandona i paesaggi per ispirarsi alle microfotografie di John I. Koivula. Cristalli naturali e alieni che ritroveremo nel nuovo show live (tournée nordamericana a novembre), disegnato da Pierre Claude (Air, Gesaffelstein).
Ma c’è una svolta. Venticinque anni di carriera, due Top 5 UK, sette nomination ai Grammy, residency alla Royal Albert Hall. Eppure Green ammette: «Probabilmente è l’ultima volta che percorro questa strada in questa forma. Non so ancora come sarà il futuro».
Distance In Static potrebbe essere l’ultimo album con grandi ospiti e tournée con band completa. Una celebrazione e un possibile addio al formato classico. «Mi affascinava l’idea di captare un segnale distante», dice. Un disco elegante e potente, intimo e immenso. Uno dei lavori più ambiziosi della sua carriera.
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