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aa.vv. – HELP(2) – War Child Records – 18 canzoni per denunciare e sperare

di Francesco Postiglione
20 Marzo 2026
in Focus On, Primo Piano, Speciali
Tempo di lettura: 10 minuti
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Nessun bambino dovrebbe mai far parte di una guerra. Con questo assunto di base, che in un mondo civile dovrebbe essere un principio autoevidente, War Child ha annunciato il 6 marzo l’uscita di Help 2, a 31 anni esatti di distanza dalla storica raccolta del 1995 (che fu registrata in un solo giorno e raccolse oltre 1,2 milioni di sterline, consentendo a War Child di fornire supporto vitale a migliaia di bambini coinvolti nel conflitto bosniaco), pensato, come il disco di allora, per coinvolgere gli amanti della musica di tutto il mondo a sostegno del lavoro fondamentale di War Child, che fornisce aiuti immediati, istruzione, supporto specialistico per la salute mentale e protezione ai bambini colpiti dai conflitti in tutto il mondo. Il nuovo album, come l’originale, riflette l’urgenza della situazione umanitaria globale attuale, ed è nato grazie a una stretta collaborazione con Abbey Road Studios, registrato prevalentemente nel corso di una straordinaria settimana nel novembre 2025 sotto la guida dell’acclamato produttore James Ford.

Il primo singolo estratto dall’album è Opening Night degli Arctic Monkeys.

Siamo dunque a un revival delle canzoni “politiche” e dell’indignazione degli artisti, se si pensa anche alla recente uscita dell’EP degli U2 e alle nuove canzoni di Springsteen e Tom Morello contro l’ICE di Trump? il 2026, dopo il Live Aid el 1985, il 1995 di Help, il 2005 di Live Eight, è (con un ritardo di vent’anni) il Nuovo Grande Anno della Musica Impegnata?

Chi può saperlo, ma di certo già sono partite le polemiche e la solita spaccatura tra chi dice che la musica non dovrebbe fare politica e chi dice invece che deve farla. Di certo sappiamo solo una cosa: nel 2026, mai come ora, il mondo è di nuovo in fiamme, dall’Ucraina al Venezuela all’Iran a Gaza, anche a voler dimenticare le altre 30 guerre nel mondo che nessun occidentale conosce o degna di considerare (la maggior parte in Africa, guerre di confine dimenticate).

Di certo sappiamo anche che la musica non fermerà le guerre, ma al massimo, come all’epoca del Live Aid e come nelle intenzioni di War Child adesso per Help 2, potrà contribuire a migliorare qualche vita stroncata dalle bombe.

Possiamo lasciare la disputa agli eterni dibattiti: la musica, e in specie il rock, se ne frega oggi come allora se qualcuno storce la bocca. Gli artisti, alcuni artisti, hanno voglia di parlare, di denunciare, di gridare, e questo, come noi di Freak Out abbiamo scritto in molte altre occasioni, fa parte dell’essenza del rock, da Woody Guthrie al punk anni ’70 a Peter Gabriel, fino ad oggi.

E’ bene che chi non è d’accordo se ne faccia una ragione, a prescindere da quanto questo disco servirà ad aiutare. Qualunque cosa che può smuovere le coscienze, anche una sola, è meglio del deserto morale assoluto in cui i cittadini vivono subendo l’arroganza dei Masters of War di dylaniana memoria.

Se proprio poi qualcuno non si convince, in Help 2 apprezzerà senza dubbio la musica in sé: la raccolta presenta una line-up eccezionale di artisti, anche molto famosi, e peraltro attuali e non provenienti da altre epoche (come gli U2 o Springsteen) tra cui Anna Calvi, Arooj Aftab, Bat For Lashes, Beabadoobee, Beth Gibbons, Big Thief, Black Country, New Road, The Last Dinner Party, Young Fathers, Dove Ellis, Foals, Graham Coxon, Greentea Peng, King Krule, Nilüfer Yanya, Olivia Rodrigo, Sampha, 

Si segnalano poi in particolare nomi promettentissimi, come i Wet Leg, Arlo Parks, o Cameron Winter degli Geese, o famosissimi, come Arctic Monkeys, Beck, Damon Albarn, Depeche Mode, Kae Tempest, Ellie Rowsell, Fontaines D.C., Pulp, Johnny Marr.

La natura collaborativa del processo di registrazione, con numerosi momenti improvvisati nati in studio, riflette lo spirito del disco originale. Johnny Marr alla chitarra e Kae Tempest e Grian Chatten dei Fontaines D.C. alle voci affiancano Damon Albarn nella sessione per Flags; inoltre Olivia Rodrigo è stata messa in contatto con Graham Coxon, che ha poi suonato la chitarra nella sua cover di The Book of Love.

Il celebre regista e vincitore dell’Oscar Jonathan Glazer ha ricoperto il ruolo di Creative Director di “HELP(2)”, collaborando con Academy Films per riunire un team di creativi di altissimo livello e supervisionando le riprese e la direzione artistica del progetto. Il concept ideato da Glazer e Mica Levi era semplice: “By Children, For Children” (“Dai bambini, per i bambini”): diversi bambini sono stati reclutati e hanno utilizzato una propria piccola videocamera per filmare gli artisti durante le registrazioni, senza alcuna restrizione. Inoltre, il team di Glazer ha collaborato con fixer e filmmaker in Ucraina, Gaza, Yemen e Sudan per raccogliere immagini girate direttamente dai bambini in queste zone di conflitto. Quando Help fu pubblicato per la prima volta, circa il 10% dei bambini nel mondo era colpito da conflitti. Oggi questa percentuale è quasi raddoppiata, arrivando a quasi 1 bambino su 5, ovvero 520 milioni di bambini a livello globale: più che in qualsiasi altro momento dalla Seconda Guerra Mondiale. Con l’intensificarsi dei conflitti e i pesanti tagli ai finanziamenti, il lavoro di War Child non è mai stato così urgente, e la necessità che questi artisti portino avanti lo spirito di azione collettiva dell’album originale non è mai stata così vitale. E gli artisti hanno risposto come hanno sempre fatto in passato:

Gli Artic Monkeys così dichiarano: “Quando James Ford ci ha chiamati chiedendoci se volessimo contribuire all’album, ci siamo subito messi al lavoro su un’idea per un brano e ci siamo riuniti ad Abbey Road per registrarlo. Siamo orgogliosi di sostenere il lavoro inestimabile che War Child svolge e speriamo che questo disco possa fare una differenza positiva nella vita dei bambini colpiti dalla guerra.”
“Mi sono sentito incredibilmente onorato quando War Child mi ha chiesto di lavorare a Help 2. L’album originale ha significato molto per me e, considerato l’attuale ciclo di notizie, avere l’opportunità di mobilitare la nostra comunità musicale per fare qualcosa di inequivocabilmente positivo come aiutare i bambini nelle zone di guerra è sembrata una scelta ovvia. L’esperienza stessa di realizzare l’album è stata molto potente e, oserei dire, personalmente rigenerante, sullo sfondo di un anno molto difficile. Sono estremamente orgoglioso del risultato e degli sforzi di tutti i soggetti coinvolti. Non vedo l’ora che le persone possano ascoltare questo disco davvero speciale.”
 dice Ford.
All’epoca, guidato da Brian Eno, l’album originale HELP è diventato uno dei dischi di beneficenza più celebrati di sempre, con contributi di Oasis, Blur, Radiohead, Massive Attack, Portishead, Sinéad O’Connor, Paul McCartney, Paul Weller e molti altri.

La storia dietro il disco e la sua registrazione è ormai leggendaria: tutte le canzoni furono registrate in un’unica giornata, lunedì 4 settembre 1995, mixate il giorno successivo e pubblicate pochi giorni dopo, sabato 9 settembre. L’idea di registrare tutto in 24 ore venne da John Lennon, che parlando del suo disco del 1970 “Instant Karma” affermò che i dischi dovrebbero essere come i giornali, riflettendo gli eventi mentre accadono. HELP vendette oltre 70.000 copie il primo giorno, raggiunse il primo posto nella classifica britannica delle compilation e avrebbe conquistato il primo posto anche nella classifica album del Regno Unito se fosse stato eleggibile. Dopo l’uscita, il disco vinse un BRIT Award appositamente creato, ritirato da Thom Yorke, e un Q Award per riconoscerne l’impatto. Fu inoltre nominato al Mercury Prize del 1996; quell’anno vinse “Different Class” dei Pulp, che donarono però il premio in denaro a War Child, e che significativamente qui tornano a cantare in Help 2.

Ora, questo nuovo Help 2, ce la farà a doppiare i successi e gli sfarzi del primo? Ancora un’altra domanda senza risposta, ma di certo la qualità è altissima, e anche la varietà musicale ricchissima.

Si va dalla splendida cover di Sunday Morning eseguita da Beth Gibbons, all’elettronica spinta di The 343 loop dei King Krule, al jazz di Helicopters degli Ezra Collective, fino all’indie elettronico dei Pulp in Begging for Change o di Don’t Fight the Young dei Young Fathers. Cameron Winter abbandona il suo rock per dedicarsi a una canzone voce, archi e violino in Warning, che risulta ipnotica e struggente, Ellie Roswell dei Wolf Alice e Anna Calvi con i loro vocalizzi commuovono in una canzone senza tempo come Sunday Light, mentre impressiona e emoziona in Parasite la band English Teacher con Graham Coxon, 

Fanno poi letteralmente impressione la cover di Black Boys on Mopeds (cover di Sinead O’ Connor)  da parte dei Fountaines DC, in rara configurazione acustica, o la cover di Universal Soldier dei Depeche Mode, che trasforma il country pacifista voce e chitarra dell’originale di Buffy Sainte- Marie in un elettro-rock oscuro e martellante che ricorda i tempi andati di dischi epocali come Ultra o Songs of Faith and Devotion.

C’è ancora da registrare una inedita soluzione acustica delle Wet Leg in Obvious e la splendida prova vocale di Natasha Khan (alias Bat for Lashes) in Carried My Girl. E ancora dovremmo parlare del singolo di apertura degli Artic Monkeys prodotto per l’occasione, o dell’unione di star per Flags.

Ma insomma per un disco così si potrebbe non smettere mai di parlare. Ci sono tanti generi, tanto rock, tanta energia, e tanta ispirazione sentita.

La cosa migliore da fare è non parlarne ma comprarlo, e goderlo in tutte le sue 18 tracce. Raramente vi capiterà di fare del bene semplicemente ascoltando ottima musica dal vostro divano.

https://www.warchild.org.uk/help2
https://warchildrecs.ffm.to/help2
https://www.instagram.com/warchildrecords

‘HELP(2)’ TRACKLIST:

Arctic Monkeys – Opening Night
Damon Albarn, Grian Chatten & Kae Tempest – Flags
Black Country, New Road – Strangers
The Last Dinner Party – Let’s do it again!
Beth Gibbons – Sunday Morning
Arooj Aftab & Beck – Lilac Wine
King Krule – The 343 Loop
Depeche Mode – Universal Soldier
Ezra Collective & Greentea Peng – Helicopters
Arlo Parks – Nothing I Could Hide
English Teacher & Graham Coxon – Parasite
Beabadoobee – Say Yes
Big Thief – Relive, Redie
Fontaines D.C. – Black Boys on Mopeds
Cameron Winter – Warning
Young Fathers – Don’t Fight the Young
Pulp – Begging for Change
Sampha – Naboo
Wet Leg – Obvious
Foals – When the War is Finally Done
Bat For Lashes – Carried my girl
Anna Calvi, Ellie Rowsell, Nilüfer Yanya & Dove Ellis – Sunday Light
Olivia Rodrigo – The Book of Love

SU WAR CHILD:

Grazie a 30 anni di esperienza e a metodologie comprovate, War Child mira a raggiungere i bambini il più rapidamente possibile allo scoppio di un conflitto e a restare al loro fianco anche molto tempo dopo che l’attenzione dei media si è spostata altrove, per supportarli nel loro percorso di recupero.
War Child collabora con le comunità locali e i governi per proteggere ed educare i bambini, aiutandoli a guarire e a imparare, per un futuro più sicuro e luminoso. Perché anche un solo bambino coinvolto in un conflitto è un bambino di troppo.
War Child comprende i bisogni dei bambini, ne rispetta i diritti e li difende, mettendoli al centro di tutto ciò che fa. L’organizzazione porta avanti con determinazione campagne sulle cause profonde dei conflitti e contribuisce ad amplificare la voce dei bambini, per poter promuovere il cambiamento sulle questioni che più li riguardano.
Insieme ai suoi partner, War Child svolge attività fondamentali in 14 Paesi tra Africa, Asia, Medio Oriente e America Latina.
Ogni giorno, i team locali operano all’interno di comunità e campi profughi creando spazi sicuri in cui i bambini possano giocare, imparare e accedere a supporto psicologico. War Child è inoltre specializzata nella risposta rapida alle situazioni di emergenza, offrendo aiuti immediati e vitali in modo imparziale per proteggere i bambini e aiutarli ad affrontare il trauma. War Child UK è membro della War Child Alliance, una fondazione globale composta da cinque uffici di raccolta fondi e 14 uffici di programma.

Prec.

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