La storica etichetta Mute si allea con Threshold House per ripubblicare quattro album fondamentali dei Coil. Si parte con “Gold is the Metal (With the Broadest Shoulders)“, un disco che merita di essere riscoperto.
Quando una band decide di pubblicare materiale scartato, di solito ci si aspetta un album minore, una raccolta di curiosità per collezionisti. Con i Coil, invece, le cose non funzionano così.
Gold is the Metal (With the Broadest Shoulders) esce nel 1987, subito dopo due capolavori come Scatology e Horse Rotorvator. Il disco raccoglie brani che non erano finiti nell’album precedente, ma anziché essere un semplice “recupero”, diventa un’opera a sé stante. Come racconta Stephen Thrower, membro dei Coil in quel periodo, si tratta del “culmine di un’opera magna”, il capitolo finale di una trilogia che chiude un cerchio artistico.
La particolarità di questo album è il modo in cui è stato costruito. I Coil adottano una struttura a collage, prendendo spunto dai celebri Faust Tapes. Il risultato è un disco fatto di suoni rubati dal mondo reale: una banda di ottoni ubriaca registrata in Messico, un frammento di un documentario sui pugili inglesi, i rumori di un ring di Thai boxing.
Ma l’episodio più curioso riguarda il brano Metal in the Head. Durante le registrazioni, il Fairlight (un costoso campionatore dell’epoca) inizia a funzionare male, riarrangiando e distorcendo la musica in modo casuale. Invece di buttare via il nastro, i Coil lo tengono. L’errore tecnico diventa parte del suono.
Gold is the Metal è anche il riflesso di un’epoca difficile. Siamo negli anni Ottanta, e i Coil mettono al centro del loro lavoro il sesso e la sessualità, in un momento in cui l’omofobia e la paura per l’AIDS venivano alimentate dai media. Riascoltare questo disco oggi significa immergersi in quel clima, sentirne la tensione e la resistenza.
La ristampa firmata Mute e Threshold House non è una semplice operazione commerciale. Il suono è stato rimasterizzato, l’artwork ricostruito con cura da Thrower e Ossian Brown (membro dei Coil dal 1999 al 2004). La confezione include materiali inediti: fotografie, opere d’arte, appunti personali scritti a mano da John Balance.
L’album uscirà il 30 ottobre 2026 in vinile limitato, CD e digitale. È già disponibile l’ascolto di Cardinal Points (2026 Remaster) per farsi un’idea del lavoro di restauro.
https://coilofficial.bandcamp.com

































