Esistono dischi che spesso amo definire “metastorici” per la loro capacità di essere nel tempo e fuori dal tempo… come degli “OOPArt” non collocabili lungo una precisa linea temporale: così è per “Right Now!” (Yep Roc Records) dei The Third Mind (gruppo che ruota attorno alla storica figura di Dave Alvin (nelle foto) – musicista che meriterebbe uno speciale tutto suo – e che vede anche la partecipazione di Victor Krummenacher e David Immerglück – dei mitici Camper Van Beethoven – e di Jesse Sykes; ricordo ancora quanto nel 2004 scopri la bravura della Sykes acquistando il bel “Oh, My Girl” a firma Jesse Sykes & The Sweet Hereafter).
Invero i The Third Mind avevano già attirato l’attenzione nel 2020 con il disco d’esordio “The Third Mind” contenente le ottime versioni di “Morning Dew” e della lunga “jam” di “East West”.
Non meno interessante si mostrava il successivo “The Third Mind/2” (con una evocativa lettura di “Sally Go Round The Roses”).
Il “meglio” dei primi due dischi andava a comporre il “Live Mind” registrato dal vivo nel 2024 che vantava anche una versione dell’immortale “Dark Star” (l’esecuzione contenuta sul “Live/Dead” dei Grateful Dead resta tra le più mirabili della storia della musica).
Ora con “Right Now!” i The Third Mind (Jesse Sykes: voce e chitarra acustica; Dave Alvin: chitarra elettrica e voce; Michael Jerome: batteria e percussioni; Victor Krummenacher: basso; David Immerglück: chitarra elettrica, mandolino elettrico, pedal steel guitar, pianoforte [Backwards Piano], voce [Oms Vocalise] e Willie Aron: pianoforte, Hammond, voce [Oms Vocalise]) restituiscono un eccellente lavoro… in cui la voce di Jesse Sykes (che ricorda in alcuni frangenti quella di Peter Hammill) si fonde con le derive “allucinate” e le lunghe “divagazioni” strumentali per un meraviglioso viaggio “lisergico” tra coordinate rock/blues/folk, tra i cui solchi le corde risuonano degli umori di Jerry Garcia, John Cipollina, Jorma Kaukonen, Robby Krieger, Carlos Santana, Peter Green…
Messo il vinile sul piatto, la bella “Shake Sugaree” (di Elizabeth Cotten) è da subito esaltata dalla voce della Sykes prima che la musica inizi a viaggiare tra reminiscenza The Doors, e Grateful Dead… fino a giungere alla splendida (tradizionale) “Pretty Polly” (nell’adattamento di Judy Collins e Michael Sahl), esatta fusione di folk ancestrale e mistico (in stile Comus) e rock acido West Coast, per un momento d’ascolto di altissimo livello.
Per lo scrivente basterebbero anche solo questi due primi brani a certificare la bellezza di “Right Now!”.
Congeda con gusto e stile un impressionante Side A la notturna e calda “Before We Said Goodbye” (a firma Sykes/Alvin), con delle “sentite” chitarre…
Girato il vinile “Reno, Nevada” (di Richard Farina) appare più “muscolare” e a suo modo “ordinaria” ma comunque non delude (il cantato qui è affidato anche ad Alvin).
“Darkness, Darkness” (di Jesse C. Young) porta l’ascolto verso desertiche distese popolate da “Mustang” selvaggi al galoppo tra assoli di chitarre elettriche che si rincorrono.
Chiude il vinile “The Creator Has A Master Plan” (di Ferrell Lee Sanders/Leon Thomas), morbida,“sognante” ed elegante anche nelle sue abrasioni.
Le versioni “digitali” (rispetto al vinile) annoverano, tra “Reno, Nevada” e “Darkness, Darkness”, anche “Reap What You Sow” (di Mike Bloomfield e Nick Gravenites), blues tirato e “trascinato”.
“Right Now!” è stato un disco che mi ha riconciliato con la musica e con me stesso.
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