Per decenni sono rimaste nascoste nei B-side, nelle compilation tributo, nelle bonus tracks o semplicemente dimenticate su un hard disk. Sono le reinterpretazioni che i Dandy Warhols hanno registrato nel corso della loro carriera, gemme sparse che finalmente trovano una casa comune. Oggi la band di Portland annuncia “Pin Ups”, un album di cover che è molto più di una semplice raccolta: è un’autobiografia sonora, una mappa delle influenze e degli incontri che hanno definito il loro sound. Uscita fissata per il 20 marzo 2026 via Beat The World Records / Little Cloud Records.
Il progetto nasce da un desiderio a lungo accarezzato. “Parliamo da anni di riunire quante più cover possibili che abbiamo fatto per territori o progetti specifici e di renderle disponibili a tutti. Finalmente sta accadendo”, rivela Zia McCabe. Non si tratta di un album convenzionale, ma di un viaggio nella memoria musicale della band. Ogni traccia scelta – da The Cure a Bob Dylan, dai Gang Of Four ai Beatles, passando per The Clash, The Cramps e The Runaways – è un tassello della loro identità.
Ad accompagnare l’annuncio arriva il primo singolo: una versione inedita e brillante di “Kiss Off” dei Violent Femmes, con Zia McCabe alla voce. Il brano, rimasto “sepolto” per anni, viene ora resuscitato con uno swagger mod e un’energia frizzante tipicamente Dandy. “Non posso credere che questo gioiello sia stato semplicemente abbandonato su un hard drive”, commenta McCabe.
L’approccio del quartetto oscilla tra reverenza e reinvenzione. In “Pin Ups” si passa dalla minaccia surf-tinged di Goo Goo Muck (The Cramps) al power-pop esplosivo di Cherry Bomb (The Runaways), dal calore americano di You Ain’t Going Nowhere (The Byrds) all’urgenza ipnotica di Primary (The Cure). Ogni scelta è personale, come spiega Peter G. Holmström: “Sono alcune delle nostre canzoni preferite, o di band che amiamo, o semplicemente brani che ammiravamo. Alcuni non sono mai stati pubblicati, altri erano nascosti in progetti oscuri, ma tutti hanno significato qualcosa per noi”.
E il significato è spesso anche umano: molti degli artisti reinterpretati sono amici o colleghi con cui i Dandy hanno condiviso esperienze. “Quasi ogni band che omaggiamo qui è composta da amici o artisti con cui abbiamo avuto un rapporto significativo”, conferma Courtney Taylor-Taylor, notando però con un sorriso: “Riguardando tutte le canzoni, però, mi sono accorto che non abbiamo mai incontrato gli artisti degli anni ’60. Strano”.
“Pin Ups” arriva in un momento di forte slancio creativo per la band, dopo l’acclamato “Rockmaker” (2024) e il successivo lavoro sperimentale “Rock ReMaker” (2025), e dopo le due intensissime performance con la Oregon Symphony. “Suonare con la Symphony ha alzato l’asticella di quanto potere emotivo e psicologico si possa raggiungere con la musica dal vivo”, riflette Taylor-Taylor.
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Pin Ups’ Tracklisting
Side One
Cherry Bomb (The Runaways)
What We All Want (Gang Of Four)
Primary (The Cure)
Kiss Off (Violent Femmes)
Goo Goo Muck (The Cramps)
Rain (The Cult)
Side Two
Straight To Hell (The Clash)
Sister Golden Hair (America)
Lay Lady Lay (Bob Dylan)
Ripple (The Grateful Dead)
Easy Chair (The Byrds)
Blackbird (The Beatles)
Side Three
The Beautiful People (Marilyn Manson)
Love Song (The Damned)
Jet Boy (New York Dolls)
She Sells Sanctuary (The Cult)
Inside The Outside (Love And Rockets)

































