Non si può non amare John Dwyer e la sua musica!
- Premessa
Era il 2023 e tra i brani che che hanno accompagnato i miei viaggi in macchina, in quest’ultimi due anni, ha suonato con insistenza “Sleazoid Psycho” da “Intercepted Message” degli Osees (si rimanda alla lettura dell’articolo “La splendida e surreale miscellanea rock degli Osees di John Dwyer”).
In quell’occasione si era tra l’altro scritto: ‘Quanto sia valida e varia la “penna” di Dwyer (limitandosi all’ambito Osees “& Co”, avendo Dwyer dato vita a molteplici progetti paralleli, per tutti i lancinanti Coachwhips) lo dimostra il rapido raffronto tra il superbo “Carrion Crawler/The Dream” del 2011 a nome Thee Oh Sees (con la splendida copertina a firma Elzo Durt), intriso di garage rock di ispirazione psichedelica, sporco, diretto e perfetto, che vanta brani come “Contraption/Soul Desert”, “The Dream”, quel gioiello che è “Face Stabber” del 2019 a nome Oh Sees, sintesi esatta di psichedelia, rock, progressive, garage, jazz-rock, improvvisazione … di cui i ventuno minuti di “Henchlock” sono alfieri (da citare anche in questo caso la copertina, realizzata con un dettaglio di “Swamp Demon” di Frank Frazetta) e l’assurdo e decomposto “Protean Threat” del 2020, a nome Osees, miscellanea di astrusi umori e visioni, in cui spiccano “Red Stud”, “Mizmuth”, “If I Had My Way” …’
- 2024: il bello e incendiario “SORCS 80”
E così, nel frattempo, mentre io macinavo km e consumavo pneumatici e “playlist” dall’autoradio, l’instancabile John Dwyer, sempre fedele alla sua idea di musica, congedava come Osees nel 2024 l’incendiario e bello “SORCS 80” (da citare “Look At The Skye”, “Pixelated Moon”, “Earthling”…) che con i suoi riff acidi (“Drug City”, “Termination Officer”, “Cassius, Brutus, and Judas”, “The Zipper”…), il suo “deviato” gusto retrò (“Also The Gorilla”…), il suo punk “alterato” (“Cochon D’argent”, “Plastic”…) e la sua (s)compostezza viaggiava tra visioni e abrasioni; con “SORCS 80”, nel 2024, veniva pubblicato anche “Sorcs 80 Live”.
- 2025: da “Abomination Revealed At Last” allo splendido “Live At the Broad Museum”
Il 2025 è stato all’insegna del doppio appuntamento, dapprima con “Abomination Revealed At Last” (dignitoso riempitivo) e poi con lo splendido “Live At the Broad Museum”, due dischi (a nome Osees) differenti tra loro ma entrambi ben rappresentanti la poliedrica anima di Dwyer.
“Abomination Revealed At Last”
Con “Abomination Revealed At Last” Dwyer preme sull’acceleratore e sulla ruvida foga prediligendo l’impeto “punk” che tracima violentemente in “noise”, pur conservando quell’insano gesto che da sempre caratterizza la sua musica, come certifica inequivocabilmente in apertura il brano “Abomination”; bella è “Sneaker”, con il suo giro di basso e i suoi cambi e gli inserti di synth, mentre animo punk mostra “God’s Guts”. Se “Infected Chrome”, forse anche per il nome, evoca proprio i Chrome, “Glue” martella e picchia di alienazione… Mentre “Ashes 2” e “Ashes 1”, poi, bruciano in un minuto, “Coffin Wax” ripropone grezzo punk… e così i giri del vinile proseguono senza grazia … tra sprofondi sperimentali (come in “Fight Simulator” e in “Glitter-Shot”) e accenni di punk rock/progressive (come in “Glass Window”). Dwyer ha messo così un altro tassello nella sua discografia che riempie senza però stupire.
“Live At the Broad Museum”
Il torrenziale “Live At the Broad Museum” è incentrato sull’improvvisazione venata di psichedelia e di quelle lisergiche esperienze sonore che prendono vita quando il “formato canzone” perde i propri confini per tracimare in lunghe esecuzioni quali “Don’t Blow Your Experiment” (che appare anche su “Panther Rotate”), “I Got a Lot” (che appare anche su “Metamorphosed”), “Gong Experiment” (che appare anche su “Panther Rotate”), “Encrypted Bounce” (che appare anche su “Drop”); con esse le più “contenute” “Dark Weald” e “C” (che appare anche su “Smote Reverser”).
In “Live At the Broad Museum” Dwyer fonde il kraut dei CAN, le esperienze psichedeliche della West Coast di fine anni sessanta, unisce decadenza e rinascita… rock e anti-rock, per un viaggio musicale di cui ancora oggi, alla fine del primo quarto di secolo del secondo millennio, si sente forte il (bi)sogno.
https://www.theeohsees.com/
https://ohsees.bandcamp.com/album/abomination-revealed-at-last

































