Ci sono attese che diventano macigni, e silenzi che sembrano tombe. Poi, all’improvviso, arriva un colpo di maglio. I Neurosis, leggenda assoluta della scena post-metal californiana, hanno rotto il loro decennale silenzio discografico con un’uscita a sorpresa: An Undying Love for a Burning World. Un titolo che non lascia spazio a fraintesi, e che suona come una dichiarazione di intenti tanto urgente quanto sofferta.
Il nuovo lavoro segna il primo capitolo della loro discografia dopo gli eventi che avevano messo in ginocchio la band. Nel 2019, il co-fondatore Scott Kelly aveva confessato pubblicamente anni di abusi domestici, ritirandosi dalle scene e cancellando di fatto l’esistenza stessa del gruppo così come lo conoscevamo. Da allora, i Neurosis erano stati un corpo vivo ma in sospensione, un vuoto che sembrava incolmabile.
Invece, eccoli qui. Con una formazione rinnovata e un’urgenza che trapela da ogni nota. Il disco, che viene pubblicato dal nulla, arriva accompagnato da un annuncio che segna un nuovo corso: Aaron Turner, voce e chitarra di Isis e Sumac, entra ufficialmente nelle fila della band. Turner è già presente nell’album e farà il suo esordio live con il gruppo a luglio, sul palco del Fire in the Mountains festival in Montana.
Ma il vero peso, come sempre per i Neurosis, lo si trova nelle parole che accompagnano l’opera. La band ha rilasciato una dichiarazione che è insieme un manifesto e un’autopsia:
“Ne abbiamo bisogno, forse più che mai, e sospettiamo di non essere soli. Le prove e le tribolazioni nelle nostre vite personali e come band, combinate con il tentativo di navigare nella follia della nostra società, con lo stress, l’ansia e l’isolamento che ne derivano, possono essere strazianti. Aggiungete a questo la confusione esistenziale e il dolore della crisi climatica e della sesta estinzione di massa. È abbastanza per farti perdere completamente la testa se non riesci a trovare una liberazione o una catarsi. Questa strana musica carica di emozioni è sempre stata il nostro metodo per tentare di sopravvivere a tutto questo, ed è di questo che abbiamo sempre cantato.”
La nota si chiude con un’affermazione che sa di ultima spiaggia, di decisione presa sul ciglio del precipizio: “This was now or never” (Era ora o mai più).
Con An Undying Love for a Burning World, i Neurosis non si limitano a rispondere a un’assenza: scavano nella loro stessa rovina per trovare un nuovo inizio. Un disco che arriva in un momento di caos globale e personale, confermando come per questa band la catarsi non sia mai stata un lusso, ma l’unica ragione d’essere.
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