Nel panorama della musica alternativa, pochi album hanno un’aura mitica e un peso specifico come Wish You Were Here dei Pink Floyd. A distanza di cinquant’anni dalla sua uscita, quel capolavoro di malinconia e critica sociale dedicato all’eroe perduto Syd Barrett torna sotto i riflettori con una monumentale riedizione anniversario.
La band ha appena annunciato Wish You Were Here 50, in uscita il 12 dicembre per Sony Music, e per l’occasione ha condiviso un vero e proprio tesoro per i fan più puristi: “The Machine Song (Demo #2, Revisited)“, l’embrione da cui sarebbe nato l’inquietante inno anti-industria “Welcome to the Machine“. L’ascolto è un viaggio nel backstage della creazione, un’atmosfera più grezza e intima che mostra le fondamenta di un brano iconico.
Ma non è solo una questione di audio. L’eredità di Wish You Were Here è fatta di immagini potenti quanto la sua musica. In un’annuncio, Aubrey “Po” Powell di Hipgnosis ha rievocato la genesi di una delle copertine più iconiche di sempre: “Mi voltai verso Storm [Thorgerson] e dissi: ‘Come faremo a dare fuoco a un uomo?’… Lui disse: ‘Po, dovrai semplicemente farlo per davvero‘”. Una testimonianza che cattura l’essenza di un’epoca in cui l’arte visiva era un atto di coraggio e un linguaggio fondamentale quanto le note stesse.
Le edizioni disponibili per un viaggio completo nell’universo dell’album sono: 3xLP e 2xCD con mix alternativi e demo inedite.
Un box set collezionistico che include un quarto LP con il live del 1974 al Wembley Stadium, un Blu-ray con tre film concerto del tour e il cortometraggio di Storm Thorgerson.
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