La sacerdotessa dell’elettropunk ribelle e queer sfida ancora il mainstream con un inno per l’autonomia e un messaggio chiaro: il lubrificante è necessario.
L’attrito che genera la sua musica ha finalmente trovato una risposta “sonicamente lubrificata”. Peaches, nome d’arte di Merrill Nisker, è ufficialmente tornata sulle scene per squarciare il velo dell’ipocrisia attraverso nuove caznoni che formano l’album, No Lube So Rude, il primo dopo dieci lunghi anni dal precedente Rub (2015).
L’annuncio è arrivato insieme al lancio di un nuovo brano, “Not in Your Mouth None of Your Business”, prodotto in collaborazione con the Squirt Deluxe. Un ritorno alle origini ma con rinnovata ferocia, un inno elettrico e graffiante che fa da grimaldello per un disco che si preannuncia come un manifesto di resistenza gioiosa e trasgressiva.
E non finisce qui. Per diffondere il verbo, Peaches ha in programma un tour nordamericano a febbraio 2026, con una lineup di supporto da urlo: i noise-rockers Model/Actriz e l’emergente Cortisa Star. Inizio il 20 febbraio da Miami con fine prevista il 29 marzo a New Orleans, per un totale di 27 tappe.
Ma non sarà solo una festa per le orecchie: un dollaro di ogni biglietto venduto sarà devoluto al Trans Justice Funding Project, grazie alla partnership con Plus1, trasformando ogni serata in un atto di sostegno concreto per la comunità trans e queer.
Le parole di Peaches sul nuovo progetto non lasciano spazio a interpretazioni: “Quando il mondo è attrito, il lubrificante non è un lusso. È una necessità. È il modo in cui trasformi quell’attrito in piacere, in potere, in orgoglio”. In un’epoca di omologazione e repressione, la sua musica si erge a baluardo dell’individualità. “Voglio che le persone capiscano che possono ancora avere una voce, non importa chi siano o cosa il mondo dica di loro. Ora più che mai, ci sono così tante forze che vogliono solo che tu ti arrenda e stia zitto. Se questo album può aiutarti a resistere, allora è a questo che serve”.
La data d’uscita dell’album rimane per ora un mistero, confinata in un “prossimo anno”. Ma per ora, “Not in Your Mouth None of Your Business” è qui, a ricordarci che nessuno ha il diritto di mettere il bavaglio alla nostra identità. E che Peaches, come sempre, è qui per ricordarcelo a colpi di beat e di provocazione.
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