Un disco di cover Sixties potrebbe sembrare strano per un gruppo che ha fatto la storia del punk prima e del goth rock poi, ma in realtà non lo è affatto. E non è neppure una novità per i Damned che, nel lontano 1984, registrarono la colonna sonora fittizia di immaginario film del 1967 sotto lo pseudonimo di Naz Nomad & The Nightmares pubblicando l’album “Give Daddy The Knife Cindy” che conteneva versioni di classici garage come “Nobody But Me” degli Human Beinz, “Action Woman” dei Litter, “I Had Too Much To Dream (Last Night)” degli Electric Prunes o “I Can Only Give You Everything” dei Them.
Anni dopo, più precisamente nel 1993, anche i Ramones dichiararono apertamente il loro amore per la musica dei favolosi anni Sessanta con “Acid Eaters”.
E quindi nessuna sorpresa se il gruppo guidato da Dave Vanian e Captain Sensible, con lo storico batterista Rat Scabies di nuovo dietro ai tamburi, abbia voluto omaggiare la memoria del chitarrista Brian James, scomparso a marzo dell’anno scorso, con un disco di brani provenienti dal decennio più creativo del XX secolo, con l’unica eccezione di una meravigliosa versione di “Gimme Danger” di Iggy & The Stooges, a.d. 1973.
“Not Like Everybody Else” (earMUSIC), questo il titolo del disco, mette in mostra una band in grande spolvero, soprattutto per quanto riguarda le parti vocali. Tutto funziona in questo disco: dalla scelta dei brani al modo in cui i Damned hanno interpretato ogni singola canzone, dando il loro tocco personale pur mantenendo intatto lo spirito di ogni singola composizione.
Se in “Making Time” dei Creation fanno ruggire le chitarre, in “Gimme Danger” avvolgono il pezzo degli Stooges con tastiere fantasiose, come pure in “See Emily Play” dei Pink Floyd di Syd Barrett. Così la canzone che dà il titolo al disco, “I’m Not Like Everybody Else” dei Kinks assume una vena nostalgica, “Heart Full Of Soul” degli Yardbirds perde il suo attacco al fulmicotone per prendere una forma più sinuosa e affascinante, decisamente psichedelica. Fa piacere incontrare nella scaletta un brano di culto come “You Must Be A Witch” dei Lollipop Shoppe del futuro Dead Moon, Fred Cole. E anche “When I Was Young” di Eric Burdon & The Animals, che pure i Ramones vollero omaggiare nel summenzionato “Acid Eaters”.
La chiusura è a effetto con una versione ipercinetica di “The Last Time” dei Rolling Stones, in cui a fare la parte del leone sono la batteria di Rat Scabies e la chitarra dello stesso Brian James: il brano proviene infatti dall’ultima apparizione live del leggendario chitarrista con la sua band, all’Hammersmith Apollo di Londra il 29 ottobre 2022.
Brano il cui titolo appare oggi profetico e rappresenta l’ideale conclusione di questo duplice omaggio – ai Sixties e allo scomparso James – tanto sentito quanto perfettamente a fuoco.
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