Il silenzio è finito. Dopo oltre cinque anni di attesa, i Puscifer – il side-project più viscerale e sperimentale di Maynard James Keenan – tornano alla carica. Non solo: tornano alle origini, a quelle radici musicali che bruciavano nei walkman e nelle sale prove prima che il mondo le chiamasse “alternative”. È ufficiale: Normal Isn’t è il titolo del nuovo atto della discografia del collettivo, un pugno sferrato direttamente nello stomaco della normalità.
Dimenticate la soundscape elettronica e contemplativa di Existential Reckoning. Per Normal Isn’t, in uscita il 6 febbraio per Puscifer Entertainment/Alchemy Recordings/BMG, la band ha deciso di sterzare bruscamente. L’album, forgiato nel calore del tour Sessanta dello scorso anno, promette di essere una discesa nelle lande più cupe e guidate dalla chitarra che il trio abbia mai esplorato. Un ritorno a quel crocevia maledetto e affascinante dove il batticuore del goth si scontra con l’energia grezza del punk.
“Ci stiamo decisamente orientando verso le nostre influenze iniziali“, conferma Keenan in un comunicato. “È il luogo dove il goth incontra il punk. È da lì che provengo“. Parole che fanno tremare i polsi, e che Mat Mitchell, co-produttore dell’opera, non fa che confermare: “Fin dall’inizio, abbiamo discusso di un elemento di crudezza e spigolosità, che la chitarra porta. Abbiamo eliminato i paraurti e reso la musica più aggressiva“. Un manifesto. Una promessa di suoni sporchi, diretti e senza compromessi.
Ma i Puscifer sono anche una creatura collettiva, e Normal Isn’t lo dimostra con una lineup di collaboratori d’eccezione. Ad impugnare bassi e batterie troviamo nomi del calibro di Greg Edwards, Gunnar Olsen, Sarah Jones e il leggendario Tony Levin. Ma i colpi di scena non finiscono qui: ad unirsi alla tempesta ritmica c’è nientemeno che Danny Carey, il batterista dei Tool, nella traccia “Seven One”, brano che vede anche la narrazione di Mr. Ian Ross, padre di Atticus Ross.
E per togliere ogni dubbio sulla nuova direzione, la band ha già rilasciato il primo singolo, “Self Evident“. Un assaggio di cosa significhi, per loro, aver rimosso i “paraurti”. Il video, potente e claustrofobico, è già online e aspetta solo di essere dissacrato dalle vostre interpretazioni.
Ad accompagnare l’uscita dell’album, un tour nordamericano mentre per i collezionisti c’è una perla da possedere: una variante in vinile rosso perla di Normal Isn’t, limitatissima a sole 500 copie, già disponibile per il pre-ordine. Un oggetto di culto per un disco che si preannuncia come tale.
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