Non è facile portare un cognome come quello di Dave Grohl, specialmente quando decidi di rimboccarti le maniche e buttarti nella mischia della musica. Ma Violet Grohl, figlia d’arte (e precisamente del frontman dei Foo Fighters), ha le idee chiare e una strada ben tracciata. Dopo averci stuzzicato l’orecchio a fine 2025 con i singoli “THUM” e “Applefish”, la giovane artista ha finalmente annunciato i dettagli del suo primo capitolo discografico.
L’album, intitolato “Be Sweet To Me”, vedrà la luce il 29 maggio sotto l’egida di Auroura Records/Republic. Un titolo che suona come una richiesta, ma anche come una promessa: quella di un disco che promette di scavare a fondo nelle sonorità che hanno plasmato l’immaginario di Violet fin dall’infanzia.
A guidarla in studio ci ha pensato Justin Raisen, produttore con un curriculum di tutto rispetto, capace di cogliere l’essenza grezza e autentica che la Grohl voleva catturare. E la ricetta di “Be Sweet To Me” è chiara: un tuffo a capofitto nella stagione d’oro dell’alt-rock di fine anni ’80 e inizio ’90.
Le influenze dichiarate sono un poster dei sogni per qualsiasi amante del genere: dai cambi di dinamica dei Pixies alla potenza granitica dei Soundgarden, passando per le atmosfere eteree dei Cocteau Twins e l’attitudine sfrontata delle Breeders, PJ Harvey, The Muffs, L7 e Juliana Hatfield. Senza dimenticare l’eclettismo visionario di Björk e le cupe profondità degli Alice in Chains.
«C’è qualcosa di incredibilmente potente in quel periodo», ha spiegato Violet. «Non è solo una questione di suono, ma di messaggi, di estetica visiva. È tutto autentico, crudo, vero. È la musica con cui sono cresciuta».
Oltre ai due singoli già noti, il disco presenterà un nuovo estratto dal titolo enigmatico, “595”. La genesi del brano è quanto di più “rock ‘n’ roll” si possa immaginare: la traccia è stata ispirata da una vecchia maglietta che pubblicizzava una linea telefonica erotica. Un dettaglio kitsch e underground che promette scintille, e di cui possiamo già farci un’idea grazie al video diretto da Nikki Milan Houston.
Per ora, le occasioni per vedere Violet dal vivo sono un conto alla rovescia. La sua agenda è spartana ma significativa: due festival di spessore, lo statunitense Shaky Knees e lo storico belga Pukkelpop. Due palchi importanti per testare il suo impatto dal vivo. Per il resto, non resta che attendere.
Un esordio che sa di déjà-vu, ma con la freschezza di chi quei dischi li ha ascoltati con le cuffie nella cameretta di casa, prima ancora di pensarli come un proprio destino.
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