Mark Oliver Everett, l’uomo che da trent’anni si nasconde dietro il nome di Eels, ha deciso di regalarci un altro capitolo della sua esistenza sonora.
Gli Eels di Mr. E hanno appena annunciato il loro sedicesimo album in studio, “Cookie Happened”, in uscita il 16 ottobre su etichetta E Works / Play It Again Sam. Sedici dischi. Sedici volte che Everett ha messo a nudo le sue ossessioni, le sue crepe, la sua ironia amara. E questa volta, a ispirare il titolo, è niente meno che il Mostro dei Biscotti (noto in originale come Cookie Monster), uno dei celebri burattini Muppet creati da Jim Henson per il programma per bambini Sesame Street (in Italia noto come Sesamo apriti)
“Tutto questo sarà dimenticato”, spiega E “ogni gioia, ogni successo e ogni difficoltà diventeranno un giorno così irrilevanti che sarà come se non fossero mai accaduti. Ma come disse il grande filosofo dei nostri tempi, il Mostro dei Biscotti: ‘Io non piangere perché biscotto finito. Io sorridere perché biscotto è successo’. Tutto sarà dimenticato. Ma non è comunque una cosa bellissima che sia successo?”
Se c’è un artista che può permettersi di citare un pupazzo blu che ama i biscotti per parlare dell’impermanenza dell’esistenza, quello è proprio lui. Everett ha trasformato il dolore personale in arte per tutta la vita, e “Cookie Happened” sembra proseguire su questa strada, raccogliendo il testimone dal precedente “EELS TIME!” del 2024 .
Il primo assaggio è la polverosa “Cap in Hand”, un brano che suona come un uomo che ha fatto i conti con i propri errori e cerca di rimediare. “Come qualcuno che ha sbagliato tutto nella vita ma ora vede i propri errori e cerca di farsi perdonare con la coda tra le gambe. Sapete come sono le case discografiche: ‘Non ci importa cosa ci dai, ma assicurati di suonare sconfitto nelle prime due tracce!‘”
Il risultato? Dodici tracce che oscillano tra il titolo “Clobbered” (Colpito) e la chiusura “The Way I Was Made” (Il modo in cui sono stato fatto), con tutto il carico di cinismo, tenerezza e malinconia che ci si aspetta da loro.
Perché gli Eels, in fondo, sono questo: la consapevolezza che tutto passerà, che saremo dimenticati, ma che intanto possiamo ancora sorridere per il biscotto che è successo. E ascoltare “Cap in Hand” in loop, mentre aspettiamo ottobre.
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