Ci sono artisti che abitano il silenzio come fosse una terra incolta, pronta a germogliare quando meno te lo aspetti. PJ Harvey è uno di questi. E dopo mesi di attesa, ecco che il suo universo si riapre con un singolo che non è solo un brano, ma un vero e proprio messaggio in bottiglia lanciato nello spazio profondo.
Si intitola “Voyager” ed è la prima pietra di quello che sarà il suo nuovo capitolo discografico – ancora senza titolo né data, ma già avvolto in un’aura di sacralità. La canzone è nata come parte del lavoro per il prossimo album, ma ha preso una direzione inaspettata quando il fisico e divulgatore Brian Cox l’ha ascoltata. Una melodia, un memo vocale, e subito il collegamento con le sonde gemelle lanciate dalla NASA nel 1977 e con i loro dischi d’oro, ideati da Carl Sagan per raccontare l’umanità all’universo.
Da lì, la trasformazione. Harvey ha deciso di comporre “nella voce” della sonda Voyager 2, immaginando cosa potrebbe dirci se potesse parlare. E ha affidato le sue visioni a un arrangiamento orchestrale firmato da Dario Marianelli, che trasforma il brano in un paesaggio sonoro sconfinato, quasi cinematografico.
Il risultato è un pezzo che fluttua tra tensione elettronica e maestosità sinfonica, come un segnale che viaggia nel vuoto e finalmente trova un orecchio umano. E nel testo, un omaggio esplicito al celebre “pale blue dot” di Sagan – quel puntino azzurro sospeso in un raggio di sole che siamo noi, fragili e bellissimi.
«È stata una sfida eccitante – racconta Harvey – chiedermi cosa direbbe Voyager 2 se potesse parlare con noi. E quando Brian Cox mi ha invitato a scrivere un pezzo per il suo nuovo spettacolo, ho subito pensato a quel memo. L’orchestra ha dato al brano un’espansione che non avevo mai esplorato prima».
Il video che accompagna il singolo è un viaggio visivo fatto di immagini d’archivio, luce stellare e solitudine cosmica – esattamente ciò che ci si aspetterebbe da un’artista che ha sempre saputo trasformare l’intimità in epica.
Per ora, “Voyager” rimane un’eco sospesa, un indizio prezioso. Ma se questo è l’antipasto, il nuovo album – di cui si parla già come uno dei più attesi dell’anno e che verrà pubblicato dalla sempre più lanciata Partisan records – potrebbe essere il suo viaggio più audace. Restiamo in ascolto, con le antenne puntate verso l’alto.
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