Il chitarrista ex The Smiths torna nel nostro paese per un tour estivo che trasformerà alcuni dei luoghi più suggestivi della penisola in palcoscenici a cielo aperto.
C’è un suono di chitarra che ha cambiato la musica indie. Un riff cristallino, intrecciato a melodie agrodolci che ancora oggi, a distanza di quattro decenni, continuano a ispirare generazioni di musicisti. Quel suono porta la firma di Johnny Marr, e quest’estate tornerà a risuonare sotto il cielo italiano.
Dopo il trionfo del tour autunnale che ha fatto registrare il tutto esaurito a Bologna e infiammato il pubblico milanese, il co-fondatore degli Smiths ha deciso di non farci mancare la sua presenza nemmeno nella bella stagione. Dal 16 al 21 luglio 2026, Marr attraverserà lo Stivale in un itinerario che è già una promessa di serate memorabili.
La particolarità di questo tour estivo non risiede solo nella musica, ma nei luoghi che la ospiteranno. Johnny Marr non suonerà nei classici palazzetti: ha scelto location che parlano di storia, archeologia e paesaggi mozzafiato.
Si parte il 16 luglio dal Teatro Romano di Verona, gioiello di epoca augustea incastonato tra le colline, dove la tradizione lirica lascerà spazio alle sei corde del maestro di Manchester. Il giorno successivo, 17 luglio, appuntamento a Roma per il Roma Summer Fest: l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone aprirà la sua Cavea a quella che si preannuncia come una notte di pura energia.
Il 18 luglio è forse la data più sorprendente: Marr sarà al Locus Festival, nella suggestiva Tenuta Bocca di Lupo a Minervino Murge, in Puglia. Un connubio inedito tra l’indie britannico e il paesaggio dell’Alta Murgia, che conferma la vocazione del festival a mescolare generi e atmosfere.
20 luglio si vola al nord, a Udine, dove il Castello farà da cornice regale a un concerto che profuma di leggenda. Gran finale il 21 luglio in Sardegna: il Teatro di Tharros, affacciato sul mare cristallino di Cabras, accoglierà Marr tra le rovine dell’antica città fenicia. Un cerchio perfetto tra passato remoto e contemporaneità musicale.
Quella che arriva in Italia non è però una semplice operazione nostalgia. Johnny Marr, classe 1963, è oggi più vitale che mai. I dieci anni di carriera solista celebrati nel 2023 con la raccolta Spirit Power: The Best Of Johnny Marr hanno dimostrato come la sua vena creativa sia tutt’altro che esaurita.
I quattro album entrati nella Top Ten britannica — da The Messenger al più recente Fever Dreams Pts 1–4 — hanno definito una seconda vita artistica fatta di sperimentazione e libertà, senza mai rinnegare quel Dna melodico che lo ha reso immortale. I due inediti Somewhere e The Answer hanno aggiunto ulteriori tasselli a un mosaico in continua evoluzione.
E poi c’è la storia. Impossibile, per chiunque abbia amato gli Smiths, non emozionarsi all’idea di risentire dal vivo This Charming Man o How Soon Is Now?. Marr lo sa, e non elude il passato: lo trasforma, lo rivisita, lo rende parte di un presente vibrante. Come dimostra Look Out Live!, album registrato nel 2024 all’Hammersmith Apollo di Londra, dove i classici si mescolano a cover inattese — The Passenger di Iggy Pop, Rebel Rebel di Bowie con Neil Tennant dei Pet Shop Boys — e ai brani del repertorio con Electronic e The Healers.
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