Ci avevano abituato a colpi di testa, ma stavolta i The Coral hanno superato se stessi. Nessun preavviso, nessun rullo di tamburi social, nessun teasing da mesi. Dal nulla, ecco il tredicesimo album della loro carriera, intitolato semplicemente 388, come il leggendario registratore Tascam a otto tracce che ne ha catturato ogni sporco, caldo respiro.
E il suono? Immaginate un giradischi impazzito in una bottega di dischi usati a Liverpool, con la polvere degli Éthiopiques, l’eco in camera d’eco di Joe Meek anni Sessanta e il basso affondato nel fumo del reggae più torbido. Ecco, avete capito.
“388” era uscito prima in silenzio, in edizione strettamente limitata su vinile, affidato solo a pochi negozi indipendenti. Ora però è finalmente disponibile in streaming.
Il primo singolo si intitola “Let the Music Play” e il frontman James Skelly la racconta così:
“Questo pezzo è un’ode al suono delle cassette dei Wailers e di Lee Scratch Perry, quelle che compravamo nei negozi dell’usato, al Poundland o nei mercatini delle auto. La canzone è il nostro tentativo di dare un senso al mondo, ma alla fine abbiamo capito che solo la musica ha senso davvero.”
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