Barcellona chiama, e l’altra musica risponde. Con un annuncio in diretta su Twitch che ha scatenato l’hype, il Primavera Sound 2026 (che si volge dal 3 al 7 giugno) ha svelato la sua attesissima lineup.
Quest’anno il festival ha scelto di annunciare il programma con un manifesto in ordine alfabetico dove ogni artista, dal più iconico al più di nicchia, ha le stesse dimensioni di font. A cambiare, sottilmente, è solo l’intensità del carattere, un gioco di chiaroscuro che lascia all’aficionado il piacere della scoperta.
Alcuni nomi erano nell’aria e a guidare questa carovana di artisti, circa 600, ci sono i signori del dark The Cure, i camaleontici Gorillaz e il ritorno, sacro e attesissimo, dei noise-pop dei My Bloody Valentine. E poi loro, i maestri dell’trip-hop Massive Attack, e l’energia ipnotica di The xx. A seguire troviamo Slowdive, Big Thief, Father John Misty e Alex G.
La sezione elettronica vede Blood Orange, A Guy Called Gerald in live, Ben UFO, l’italiano Joseph Capriati e l’immancabile pioniere Carl Cox mentre per quella post-park e i suoi sottogeneri vede dai leggendari Texas Is The Reason all’irriverenza rap dei Kneecap, fino all’art-pop sperimentale di Dijon. Anche gli storici Einstürzende Neubauten sono in lista, a conferma di una idea programmatica sempre più trsaversale.
Insomma, il Primavera Sound 2026 non delude. Con questa mossa alfabetica, ribadisce che il vero spirito non è avere un headliner, ma essere un esperience. Un invito a perdersi tra i suoni, a esplorare, a lasciarsi sorprendere.
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