Mentre il mondo della musica spesso celebra nostalgici ritorni, Joe Jackson fa sul serio e torna con un’evoluzione. L’artista britannico, una delle voci più intelligenti e irrequiete del pop colto, ha annunciato l’uscita del suo nuovo album, Hope and Fury, prevista per il 10 aprile 2026, e un corposo tour mondiale che porterà la sua band in tre splendidi teatri italiani il prossimo novembre.
Il messaggio è chiaro fin dal titolo del primo singolo: «Hello cruel world / I’m not going away / So I might as well have my say». Joe Jackson non ha intenzione di lasciare la scena. Anzi, mentre molti suoi colleghi hanno appeso al chiodo la chitarra o il microfono, lui sembra aver trovato una nuova, dirompente energia.
Hope and Fury si annuncia come un ritorno alle origini, un ritorno al “suo” mainstream personale: quel sound sofisticato e impossibile da incasellare che ha reso immortali album come Night and Day. Dopo le incursioni nel passato con il progetto Max Champion, Jackson torna al presente con nove nuovi brani che promettono di unire la melodia graffiante di Fool (2019) ai groove funky di Laughter and Lust (1991).
Con Jackson la sua band di fiducia – il bassista Graham Maby, una leggenda vivente, Teddy Kumpel alla chitarra e Doug Yowell alla batteria – arricchita dal tocco latino del percussionista peruviano Paulo Stagnaro. Il risultato, come lo definisce lo stesso Jackson con il suo tipico humour, è un “Bicoastal LatinJazzFunkRock”, un suono che riflette la sua vita divisa tra New York e la natia Portsmouth.
E proprio al Regno Unito è dedicata gran parte dell’ispirazione dell’album. Con un gioco di parole sul patriottico “Land of Hope and Glory”, Hope and Fury dipinge un ritratto spietato e ironico della Gran Bretagna contemporanea. In Welcome to Burning-By-Sea immagina una cittadina costiera in fiamme, metafora di un paese in crisi, mentre in End of the Pier mette in scena un brillante cortocircuito temporale tra il 1922 e il 2022.
Ma non temete, non è un album di protesta cupa. È un lavoro vitale, energico, che spazia dal sarcasmo tagliente di I’m Not Sorry (“Non sono dispiaciuto”) alla parolaia follia di Do Do Do, passando per le struggenti ballad come See You in September, che chiude il disco con una malinconia da brividi.
Per assaporare dal vivo questo nuovo capitolo, Joe Jackson ha scelto location d’eccezione in Italia: il Teatro Duse di Bologna (11/11), l’Auditorium Parco della Musica di Roma (12/11) e il Teatro Lirico di Milano (14/11). Tre serate intime e potenti per ascoltare un artista che, a dispetto del tempo e delle mode, continua a non scendere a compromessi e a “avere qualcosa da dire”.
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