I (The) Fat White Family protagonisti di un viaggio che, partendo dallo splendido “Champagne Holocaust”, è giunto ora al bel “compendio” live “Konk If You’re Lonely (Fat White Family Live At Konk Studios)”, disco che offre versioni di alcuni dei loro brani migliori, in una riuscita veste diretta e “ruvida”.
- “Champagne Holocaust” e “Songs for Our Mothers”
È inutile negarlo… esiste un sano garage rock, venato di psichedelia e di visioni post punk che attraversa i decenni, che difficilmente si può etichettare (anche se lo abbiamo appena fatto), e che si lascia sempre ascoltare con estremo e rinnovato piacere.
Così è stato per i (The) Fat White Family quando nel 2013 diedero alle stampe lo splendido “Champagne Holocaust”, un disco da incorniciare partendo dalla copertina a firma di un nome che era ancora preceduto dall’articolo che “determinava” quella sana, viscerale, cruda e “pura” miscela di rock, folk, blues, psichedelia, lo-fi, post punk, psychobilly… con testi “violenti” e di “denuncia” (di ancor maggior pregio è poi la versione estesa in CD contenente anche l’EP omonimo (del 2013) con una “Wet Hot Beef” di spessore).
Se il 2014 vede sostanzialmente la pubblicazione dell’EP autoprodotto “Crippled B-Sides and Inconsequential Rarities” e i singoli “Touch the Leather” e “I Am Mark E Smith” (chiaro il riferimento a Mark E Smith dei The Fall), bisogna aspettare il 2016 per il secondo LP.
Del 2016 è infatti “Songs for Our Mothers”, LP bello, che conferma le capacità di scrittura dei Fat White Family, e che sostanzialmente ripercorre (concettualmente) le orme del suo predecessore, calando però l’ascolto in un ambiente sonoro più “decadente” e “scuro”, con derive “industrial”, con un’elettronica che inizia a prendere “spazio” e con testi che continuano a scavare nei bassifondi dell’umanità. Nello stesso anno uscirà anche il 45 giri “Breaking Into Aldi”/“Connan Mockasin” che a suo modo chiude una prima fase della produzione made Fat White Family, che per lo scrivente rappresenta il loro periodo migliore.
- “Serfs Up!” e “Forgiveness Is Yours”
Con “Serfs Up!” del 2019 i Fat White Family approdano alla Domino e la loro musica muta; le sonorità si raffinano, l’elettronica prende sempre più “piede” e gli arrangiamenti si fanno più “ordinati” e “ordinari”; il tutto sembra orientato verso un synth-pop in stile new wave; tra i solchi permangono le allucinazioni di un tempo (per tutte “Bobby’s Boyfriend”). Pur riconoscendo l’ottimo lavoro e l’ottimo prodotto, come detto, personalmente preferisco i The Fat Family sporchi e “sghembi” di “Champagne Holocaust” e del successivo “Songs for Our Mothers”.
Con il successivo “Forgiveness Is Yours” del 2024 la trasformazione da “bruco” in “farfalla” è compiuta definitivamente e le vecchie “abrasioni” sono oramai solo un ricordo offuscato da un gusto che lambisce territori quai “pop”.
Nella turbolenta storia del gruppo e dei suoi componenti (Lias Kaci Saoudi ne è una costante attorno a cui ruota il tutto), c’è da dire che negli anni che dividono “Songs for Our Mothers” da “Serfs Up!”, Lias Kaci Saoudi e Saul Adamczewski hanno dato vita ai The Moonlandingz (che nel 2017 esordivano con il bel “Interplanetary Class Classics”), mentre nel 2018 Saul Adamczewski con gli Insecure Men pubblicava l’omonimo “Insecure Men”.
Ebbene, l’ascolto di questi due “esordi” aiuta a comprendere quale sia stato il processo di transizione che da “Champagne Holocaust” ha portato a “Serfs Up!”.
- “Konk If You’re Lonely (Fat White Family Live At Konk Studios)”
Il 17 dicembre 2024, nei London’s Konk Studios, in formazione composta da Lias Kaci Saoudi (vocals & gong), Adam Brennan (guitar & backing vocals), Guilhermes Poyares (drums), Victor Jakeman (bass & bass synth), Adam Harmer (guitar & backing vocals) e Alex White (baritone sax, organ, Juno synth, Casio synth, woodblock, flute & backing vocals) i Fat White Family hanno registrato “live”, per la Domino Documents series, il disco “Konk If You’re Lonely” che ripercorre parte della loro carriera discografica.
Apre il “live” un’eccezionale “Wet Hot Beef” (sostanzialmente nella sua parte I dall’EP del 2013 e poi inclusa nella versione estesa di “Champagne Holocaust”), cantilenante, post-punk e abrasiva…
Si prosegue alla grande con una terrificante “Without Consent” (da “Champagne Holocaust”) con il suo testo scioccante e con il suo cantato alla David Thomas, qui più aspra nei suoni e “cruda” di quanto in precedenza proposto.
Con “Polygamy Is Only For The Chief” si passa ad attingere a “Forgiveness Is Yours”; la prima cosa che salta all’orecchio è un uso più contenuto dell’elettronica rispetto alla versione originale che dona all’esecuzione maggior “forza”.
I battiti e il ritmo diventano marziali con la robotica e spaziale “Fringe Runner” (da “Serfs Up!”); anch’essa, in questa versione live, si fa (personalmente) preferire a quella in studio per il suo suono più “diretto” e meno “costruito”.
Si prosegue ancora con “Serfs Up!” e con il classico synth-rock di “Feet” in cui spicca, tra le stanze dei Konk Studios, una voce più evocativa… che anticipa la bella “Hits Hits Hits” (da “Songs for Our Mothers”) proposta anch’essa in una convincente versione meno “elettronica” e più “rock”.
Ottimo è anche il singolo “I Am Mark E Smith” (in un’esecuzione meno in stile The Residents rispetto all’originale) che anticipa il cavernoso inedito “Parisian Heatwave” che evoca nuovamente lo spirito di David Thomas.
Si torna a “Serfs Up!” e alla cantilenante e da decadente circo “Bobby’s Boyfriend” nuovamente sospesa tra i The Residents e i Primus.
I toni si fanno più notturni e suadenti con “Religion for One” (da “Forgiveness Is Yours”) prima che la chiusura venga affidata al trio tratto da “Songs for Our Mothers”: “Tinfoil Deathstar”, “Satisfied” e “Whitest Boy on the Beach” che, in linea con quanto restituito fino ad ora, si vestono di ruvida essenza scremando le “fascinazioni” elettroniche delle loro versioni in “studio”.
“Konk If You’re Lonely (Fat White Family Live At Konk Studios)” e lavoro indubbiamente riuscito e piaciuto che ripropone (in parte) la forte irruenza live dei Fat White Family…
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https://fatwhitefamily.bandcamp.com/

































