Ci sono dischi che ascolti, e dischi che senti. E poi c’è “Pure Devotion”, il secondo capitolo discografico degli Overmono, che è molto di più: è un organismo vivente, fatto di circuiti che tossiscono, campioni rubati al caos e una cura maniacale per l’errore. L’album uscirà il 7 agosto 2026 via XL Recordings, e porta lo stesso nome della loro celebre serie di live events iniziata nel 2024. Una coincidenza? Macché. È una dichiarazione di intenti.
Perché “Pure Devotion” non è solo un titolo, è il manifesto sonoro di due fratelli, Tom ed Ed Russell, che dopo anni passati a scolpire il suono dell’elettronica underground si sono guardati indietro e hanno deciso di rompere tutto. Ma con metodo. Con amore. E con un vecchio altoparlante ferroviario.
Il nuovo lavoro dei due producer gallesi si snoda attraverso 11 tracce costruite come macchine imperfette ma sublimi. Hanno pescato sintetizzatori anni ’70 e ’80, hanno inciso un annuncio di stazione fatto da uno speaker decrepito, hanno persino infilato un piatto crash nel forno per sentirne deformare il timbro. Ogni suono è stato scelto per la sua fisicità, per la sua anima tangibile. Niente pulizia chirurgica. Solo carne e circuiti.
E poi le voci: il poeta John Joseph Holt, la fedele collaboratrice Kindora, l’enigmatico Ruthven. Presenze che trasformano ogni traccia in un corpo a corpo tra ritmo e parola, tra sintesi e inquietudine. Come scrivono loro stessi: “Emozione invece che apatia. Artigianalità invece che efficienza”.
Quello che nel 2024 era nato come un esperimento live è diventato un rito collettivo: headline al West Holts di Glastonbury, sold out all’Alexandra Palace di Londra, la cura del Warehouse Project di Manchester. E mentre “Pure Devotion” prendeva forma davanti a decine di migliaia di persone, i fratelli Russell si sono chiusi in sessioni isolate tra Spagna e Islanda, con due soli synth e un’unità effetti. Nessuna distrazione. Solo devozione, appunto.
Il primo assaggio si chiama Lockup, già Hottest Record su BBC Radio 1. Un pezzo duro, dritto, nato dalla lettura di “Rip It Up and Start Again” di Simon Reynolds e dalla fascinazione per lo spirito impulsivo del post-punk. Il campione? “What A Waste” dei Fast Relief, cult band di Birmingham. Il risultato: beat martellanti, bassi che sembrano volerti sfondare il petto e accordi di una delicatezza quasi impossibile. Nel videoclip, diretto da Rollo Jackson (fedele alleato visivo del duo), tutto questo diventa un dobermann in corsa. Poesia e minaccia.
Il duo sarà in tour in tutta Europa. E l’appuntamento italiano è per il 1 agosto 2026 al VIVA! Festival in Puglia, con un DJ set che promette di essere tutto fuorché un ripasso.
Perché con gli Overmono, si sa, il culto del suono non ammette mezze misure. Solo pura devozione.
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