La band norvegese, composta da Torbjørn Brundtland e Svein Berge, e celebre da tempo per abbinare musica a videoclip di forte impatto artistico, con l’uscita della terza parte di Profound Mysteries aveva lanciato nel 2022 per etichetta Play It Again Sam l’intero boxset di 6 LP, con ben 30 tracce, 30 immagini di accompagnamento, 30 visualizers e 30 videoclip, con in più un booklet di 32 pagine realizzato da Jonanthan Zawada, artista australiano scelto come primo collaboratore video per l’intero progetto sin dall’inizio.
Ora con Nebulous Nights i Röyksopp completano il lavoro, costruendo una sessione “after-hour” del loro lavoro principale con tributi e richiami e reinterpretazioni delle 30 tracce del disco principale.
“Nebulous Nights, al di là del puro piacere di ascolto, cerca di sottolineare l’importanza del pensiero critico e della curiosità intellettuale. Realizzando un mindset che permette esplorazione e crescita personale, non limitando l’immaginazione e l’indagine a un punto di vista particolare. Cerchiamo di esprimere quanto fu catturato dall’aforisma di Einstein: “La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero. E’ la fonte di ogni arte e scienza”.
Come per il progetto iniziale Profound Mysteries, sono coinvolti in questo lavoro di ricerca non solo il designer Jonathan Zawada, e la casa produttrice cinematografica Bacon, ma anche Alison Goldfrapp, Susanne Sundfør, Pixx, Astrid e molti altri artisti. Si contano anche remixes di Mind Against, &Me, Qrion, Baauer, LP Giobbi, Maceo Plex, Enrico Sangiuliano, Jan Blomqvist, NTO ecc..
Questo nuovo progetto collaterale racchiude molto dell’eredità elettronica della band, attiva dal 2001 con l’esordio folgorante di Melody AM, ma che da ben otto anni non faceva più dischi, (solo remixes di pezzi famosi come per i Coldplay) per arrivare poi al 2022 con ben tre dischi in un anno.
Dopo tre ulteriori anni, la band ha prodotto qualcosa di completamente inedito con True Electric del 2025, ma a quanto pare non ha mai abbandonato davvero il progetto della vita, la trilogia della loro carriera, e oggi lanciano il side project dimostrando che in quella incredibile trilogia c’è ancora vita ed energia da regalare.
Questo Nebulous Nights accentua l’ispirazione onirica dei Royksopp, degna erede degli Archive, complice i sintetizzatori analogici che i due si ostinano a usare e che portano la loro musica elettronica in approdi così diversi da tanta musica elettronica contemporanea (a tal proposito una volta Svein Berge ha detto: “È abbastanza limitato il divertimento che si può avere usando un mouse”)
Se è vero che per il duo norvegese è stata per queste ragioni coniata la definizione di “musica calda”, è vero però che in questo ultimo disco la cerebralità fa più che capolino, dominando tutti i pezzi, che sono totalmente ambient e poco melodici e decisamente poco caldi, nonché poco cantati. Per esempio Flumen Aeternum è totalmente parlato e recitato, e per ascoltare una melodia compiuta bisogna arrivare alla track 08, Oh Vanity, dove si ascolta una dolce litania al piano. I primi esercizi di Synth arrivano con Lethargic Shift, ma non sono ancora un “pezzo” compiuto.
Insomma, come dice il sottotitolo del disco, Nebulous Nights è una “escursione ambient” all’interno del mondo già elettronico definito dai tre Profound Mysteries. Chi si attendeva anche in questo caso musica “calda” deve arrendersi: Nebulous Nights è poco più di un esperimento, una colonna sonora in cui i suoni vengono orchestrati quasi sempre accanto a suoni e rumori naturali, alla ricerca dell’evocazione onirica o metafisica. Cose da musica ambient, appunto, dove, come nel caso di We Remain Hidden, gli effetti di sottofondo finiscono per contare di più delle note suonate. Tutte le track del disco sono costruite intorno a un suono centrale, una nota o un accordo, e non c’è ritmo né melodia, ma solo evocazione. Qualcosa di più si trova in Come with Me (e qui la band mostra tutto il suo potenziale, non esploso) o in I’m there with you, ma è importante non avere aspettative per questo disco che rimane puramente concettuale ed evocativo, come le premesse e la presentazione da parte del duo hanno ampiamente chiarito. Un lavoro insomma che è da collezione per ricercatori, ma vicino all’inascoltabile per chi si aspetta musica strutturata.
https://royksopp.com/home/
https://www.instagram.com/royksopp
https://www.facebook.com/Royksopp/

































