Ci mancava quel brivido nordico, quel sussurro che viene da un altrove fatto di nebbia, pixel e violoncelli. La band islandese che ha riscritto le regole del pop sperimentale (prima ancora che qualcuno chiamasse tutto questo “ambient pop”) si prepara a due imperdibili concerti italiani.
I múm ci danno appuntamento il 23 giugno 2026 a Bologna per BOtanique, e il 24 giugno al Circolo Magnolia di Milano.
Il live sarà incentrato su “History of Silence”, l’album uscito nel settembre 2025. Il titolo non è un vezzo poetico: qui il silenzio diventa materia, respiro, persino muro portante. Ogni pausa è un lento incedere, un’architettura rarefatta in cui il suono si sospende, poi riparte, sempre più imprevedibile.
C’è l’acustico che sfida l’elettronica, archi che si strofinano a sintetizzatori analogici, pianoforti che affondano in trame glitch. Un equilibrio precario e magnifico, dove ogni strumento trova il suo corridoio segreto.
Sul palco, la formazione attuale è un piccolo dream team delle avanguardie nordiche: i fondatori Gunnar e Örvar, la voce eterea di Sigurlaug Gísladóttir (aka Mr. Silla), il percussionista finlandese Samuli Kosminen. E spesso ad allargare il cerchio ci sono anche la violoncellista Gyða Valtýsdóttir e la chitarrista Róberta Andersen. In pratica, una nuvola di talenti che si muove all’unisono.
Piccolo promemoria per chi li ha persi di vista: dal 1997 a oggi, i múm hanno collaborato con Kylie Minogue, Kronos Quartet, Jóhann Jóhannsson, Hauschka e persino con un’orchestra sinfonica tedesca. Hanno rimandato il tour USA per via della pandemia, ma il loro ventennale di Yesterday Was Dramatic, Today Is OK (1999) è stato un piccolo evento culturale, con ristampe e tour tra Europa e Cina.
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