A firma Hackedepicciotto c’eravamo salutati nel 2023 con “Keepsakes”, definendolo “un bel racconto tra sperimentazione, musica d’autore e reminiscenze del passato”.
Del 2024 la pubblicazione delle registrazioni dal vivo all’Auditorium Novecento di Napoli contenute nel più che valido “The Best Of Hackedepicciotto (Live In Napoli)” (LP che propone la reinterpretazione dal vivo di brani tratti dai loro dischi in studio).
Dello stesso 2024 sono anche “Audiovisionen”, suggestiva collaborazione “dark” e “noise” ambient con il duo Gebrüder Teichmann, cristallizzata nell’improvvisazione (di 55 minuti) tenutasi al Zwingli Kirche di Berlino, l’11 luglio 2024, e il non meno d’atmosfera, cupo e sacrale “Live Improvisation, Crypt of St John on the Wall”, contenente l’improvvisazione del 10 maggio 2024, tenutasi nella cripta medievale a volta della chiesa di St John on the Wall, a Bristol e divisa in due lunghe parti: la più “eterea” “The Baptist” e la più “ritmata” e al contempo tribale e industriale “The Evangelist”.
A inizio di quest’anno, Danielle de Picciotto, in collaborazione con Phew (Hiromi Moritani), ha dato alle stampe la “fosca novella” “Paper Masks” contenente però registrazioni risalenti al al 2022 – 2023 (si rimanda alla sua recensione ‘“Nessuna nuova, buona nuova”: “Paper Masks” si annuncia come fosca “novella” di Phew e Danielle de Picciotto’).
Ora il duo è tornato a pubblicare a nome Hackedepicciotto (Alexander Hacke: electric six string bass, guitar, electronics, percussion, vocals e Danielle de Picciotto: piano, violin, hurdy gurdy, vocals, electronics, lyrics) “Lichtung” (Mute), un altro valido tassello nella loro “ispirata” discografia, lavoro che si fa forte di una “lirica” e mesta epicità; tutto il disco è poi in lingua tedesca e marcato da una “teutonica aura”.
Messo il vinile sul piatto, l’esatto equilibrio tra i suoni elettronici e “acustici” di “Lichtung” creano una perfetta tensione e atmosfera su cui si poggiano le voci.
Con la stessa intensione gira “Vogelfrei”, che aggiunge però maggiore densità e “peso”.
“Wiederbelebung” assume, per quanto possibile, una più strutturata “forma canzone” restando però le sonorità salde e coerente con gli umori che hanno carraterizzato fino ad ora l’ascolto (nel video del brano Hacke “gioca” con delle carte napoletane).
Tra asperità elettroniche si muove “Erntedank” che alterna momenti duri e scomposti a momenti più pacati e riflessivi.
Girato lato se “Zeitenwende” evoca nelle tessiture musicali reminiscenze kraut e introduce un raggio di più chiara luce, la strumentale “Draußen”, riporta l’orecchio verso claustrofobici e “epici” sentieri.
“Einig” è altra composizione che rivela aperture luminose come sole che filtra tra i fitti rami di una foresta.
A far calare nuovamente la notte ci pensa la conclusiva e strumentale “Der Marschall” con il suo incedere “funereo” da pagane esequie…
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