Ci sono voluti quattro anni, un cambio di titolo (da Lasso a The Right Person Will Stay fino all’attuale Stove), e una promessa mancata di marzo. Ma Lana Del Rey, fedele al suo stile tra il cinematico e l’apocalittico, ha deciso che era il momento di parlare. E l’ha fatto come sa fare meglio: con un post su Instagram che sembra più una lettera trovata in una bottiglia che un aggiornamento discografico.
La notizia, per i fan in attesa è doppia. Stove, l’album “country” annunciato a febbraio con tanto di scadenza “tra circa tre mesi”, è pronto. Intatto. “Un album classico, se posso permettermi“, scrive Lana, suggerendo che gran parte del materiale è già stato suonato dal vivo e accolto dal pubblico. Ma la sorpresa è un’altra: a farle compagnia ci sarà un “companion album”, un disco gemello nato quasi per osmosi, come un cespuglio di rose cresciuto all’ombra di un salice piantato anni fa.
“È successo così tanto negli ultimi quattro anni“, racconta la cantante, “così tanto tempo ad aspettare che le cose si ricompongessero e altrettanto a chiedermi se fosse giusto che andassero in pezzi“. Da quel dubbio, da quella pazienza quasi mistica, sono germogliati nuovi pensieri, nuove canzoni. Un secondo album, quindi, che Lana definisce “un commentario” su tutto ciò che è accaduto, sulla fiducia necessaria per capire che non tutto ciò che non funzionava era colpa sua.
La poetica della Del Rey non si smentisce mai: parla di alberi, di fiumi, di barche e di nuovi inizi che richiedono di ricominciare da capo, totalmente. “Quando la vita decide di mandarti giù per un altro fiume, non è davvero una scelta, è un’avventura“. E così, tra un metafora e l’altra, arriva la richiesta finale: “Ho bisogno di un mese per finire di mettere insieme i due album e mandarli in stampa“.
Un mese. Poi, forse, l’ascolto. Nel frattempo, Lana ringrazia tutti i collaboratori e, con un tono che mescola ironia e malinconia, si rivolge a chi l’ha aspettata e a chi no: “Naturalmente auguro il meglio a tutti coloro che sono rimasti a terra. Ovviamente capisco. Stavo scherzando. Pensavo fossimo tutti nella stessa barca“.
Ed è proprio questo il punto: con Lana Del Rey, non si è mai veramente sicuri di dove si stia andando, ma si è certi che il viaggio sarà visivamente straordinario. Che sia Stove, il suo companion album, o entrambi, una cosa è certa: l’attesa, per una volta, sembra essere parte dello spettacolo. E chissà che quel “mese” non sia solo l’ultimo, poetico, atto di una messa in scena perfetta.
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